nba canestro

Parte questa notte alle 3 del mattino ora italiana, una Finale del Campionato NBA che non ha nulla di “normale”. 

Miami sfida Los Angeles in un atto conclusivo decisamente iconico, ma che non si era mai vista in precedenza tra le due squadre. 

Un vero protagonista

Ci sono tantissimi motivi che legano le Finals NBA di quest’anno a Lebron James. 

Intanto il suo passato, trascorso a Miami dal 2010 al 2014, che gli ha fruttato due dei suoi 3 titoli NBA, quelli del 2012 e del 2013 (ricorderete il terzo conquistato a Cleveland nel 2016).

Poi la continua fame di successi, visto che in tanti gli rimproverano il fatto di non avere messo al dito gli anelli che una carriera come la sua avrebbe meritato, anche per colpa, o per merito a seconda dei punti di vista, della corazzata Warriors

Inoltre un nugolo, nemmeno poi così scarno, di record da raggiungere e battere, visto che LBJ sta inserendo e continua a inserire il suo nome sotto le diciture più disparate di ogni categoria a cui gli analisti mettono mano quotidianamente. 

Non solo Lebron

Eppure la sfida tra Los Angeles e Miami non è solo Lebron James, oppure Lebron James contro Pat Riley, oppure ancora Lebron contro Spoelstra. 

È una Serie che ci farà divertire, soprattutto perché unica, inimitabile e piena di incognite, vuoi per ciò che è successo da marzo in poi in tutto il mondo, vuoi perché la parte finale di questa stagione si è giocata in un campo solo, senza tifosi, senza fattore campo, senza che ci fosse nulla che non corrispondesse a qualsivoglia novità. 

Ci sono delle caratteristiche da tenere d’occhio, specificatamente tecniche che proviamo a riassumere. 

L’esperienza Lakers, arma a doppio taglio

Lebron è alla sua decima, leggasi NUMERO 10, finale della sua carriera, come scritto in precedenza, per un computo totale di 3 vinte e 6 perse. 

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Rajon Rondo è del 1986 e ha già vinto un titolo con i Celtics nel 2008, Howard calca i campi della NBA dal 2004

Basterebbero questi dati a far spavento a qualsiasi franchigia, figuriamoci agli Heat che, fatti salvi Dragic, 34 anni e Iguodala, 36, palesano a roster una squadra sostanzialmente giovane e votata al futuro, oltre che al presente.

La prima partita è un bel pericolo per i giallo-viola, consci del fatto che più la serie si allunga e più si assottiglierà il vantaggio che i Lakers dispongono in termini di lucidità e mera tecnica individuale. 

Dall’altra parte Spoelstra è consapevole che vincere una delle prime due partite è la chiave per allungare e avere qualche speranza, se si andasse sul 2-0 Lakers, ci sarebbe ben poco da fare. 

Heat al Top

Fatti questi preamboli, va da sé che Jimmy Butler e compagni devono tutti indovinare la partita perfetta per poter avere della chance, perché mai come Gara-1 di questa notte è stata così importante da portare a casa.

Lo stesso Butler ha dichiarato al termine della Serie vinta contro i Celtics, che essere quasi perfetti in Gara-1 potrebbe non bastare. 

Miami cerca il suo quarto titolo che avrebbe dell’incredibile, viste le aspettative in pre-season; tra le più rosee c’era qualcuno che azzardava secondo turno Playoff, ma nessuno avrebbe potuto mai pensare alle Finals. 

L’ultimo titolo di Miami è quello del 2013 contro San Antonio, quando lo stesso James, insieme a Dwayne Wade e Chris Bosh, spinse gli Heat alla conquista del loro secondo anello consecutivo. 

Le chiavi per Gara-1 

Sono sostanzialmente tre le chiavi per ciascuna delle due squadre, oltre a quelle di chi abbiamo parlato fin qui. 

Tra i Lakers, le percentuali dalla media e lunga distanza di Anthony Davis, la capacità di sfondare e di avvicinarsi il più possibile al ferro e/o comunque al pitturato del prescelto, e l’efficienza di Rajon Rondo, che si traduce in una migliore nitidezza in attacco e un minore carico di responsabilità offensiva di Lebron James. 

Per quanto riguarda gli Heat, invece, il primo aspetto di cui tenere conto sarà il fatturato di Bam Adebayo, vero e proprio dominatore degli smile sotto canestro, da una parte e dall’altra del campo. I tiri da 3 di Duncan Robinson e di Hierro, due giocatori che aprono il campo e danno la possibilità a gente come Butler, Crowder e lo stesso centro atipico degli Heat, (anche loro eccellenti tiratori dalla media e lunga distanza), di usufruire di un maggiore spazio nell’area dei Lakers. Infine i tiri liberi, spesso punto dolente di Jimmy Butler e compagni. 

Le quote

Dopo un’apertura che vedeva assegnata ai Lakers una quota per la loro vittoria pari a 1,45, nel giro di poco meno di un paio di giorni, i bookmakers hanno deciso di aumentare leggermente il valore di tale assegnazione, portandola fino a 1,52. 

Il successo degli Heat è quotato invece @2,67, a fronte di una quota di apertura  pari a 2,90, segno che non sono pochi coloro che hanno giocato sulla vittoria della squadra di Spoelstra. 

Appuntamento per Gara-1 in diretta su Sky a partire dalle ore 03,00 della notte tra mercoledì e giovedì.

Andrea Borea
Ha sempre pensato alla vita come un’eterna previsione. Appassionato di tutto ciò che ruota intorno alla NBA, ama i campionati esteri di calcio, Premier, Liga e Bundes in particolare. Se rotola, ci siamo!