atalanta juventus precedenti

Alta classifica solo negli ultimi anni, ma da sempre Atalanta-Juventus è un classico della nostra serie A. Incroci tra le due che partono dai molti calciatori in comuni, dato che per anni il vivaio atalantino ha fatto da serbatoio per la Juventus da Scirea in giù.

Ma anche qualche crocevia importante, come la gara del 24° scudetto bianconero, in attesa della finale di Coppa Italia 2021 che sarà la gara più importante della storia tra le due compagini.

Atalanta-Juventus 1-1: la partita dello scudetto numero 24 per la Vecchia Signora

atalanta juve 1997

Boksic, Deschamp e Di Livio rimangono a casa. In terra orobica, non è il caso di sfidare la dea bendata. Tra pochi giorni Marcello Lippi dovrà guidare la Juventus alla conquista della Champions League, dove l’attende il Borussia Dortmund, e a Bergamo serve solo un punto, ai bianconeri, per garantirsi lo scudetto numero 24 della propria storia. Dall’altra parte c’è l’Atalanta di Emiliano Mondonico, che è già salva. Eppure, si sa, la dea è imprevedibile, e non è di certo il raggiungimento di un pur importantissimo risultato ad intaccarne l’animo battagliero e beffardo.

Ne è la perfetta rappresentazione Pippo Inzaghi, che è a quota 21 in campionato, come Vincenzo Montella. È un duello che si protrarrà fino all’ultimo minuto della stagione calcistica, ma intanto Inzaghi ha contro la Juventus un’occasione più unica che rara. Non solo infatti, con un gol, può vincere la classifica marcatori, ma – cosa più importante – può fare l’occhiolino proprio alla Vecchia Signora, che lo segue da un po’ e che sembra fortemente intenzionata ad averlo il prossimo anno.

Detto fatto. La Juventus parte sorniona, non spaventa quasi mai la porta difesa da Pinato, anzi subisce spesso e volentieri l’iniziativa dell’Atalanta, che in contropiede ci sa fare, e che in mezzo al campo non disdegna il fraseggio. È da una di queste ripartenze che arriva la prima grande occasione del match. Gallo, dalla fascia destra, vede al centro dell’area di rigore Inzaghi e Lentini.

Il cross è tagliato e la Juventus dorme un po’. Lentini buca l’impatto col pallone, ma Inzaghi è pronto dietro di lui. Stop di petto, pallone che si allarga leggermente alla sua sinistra e mancino incrociato, bellissimo, sull’uscita bassa di Peruzzi, che non può nulla in quella circostanza. 1-0 Atalanta dopo appena 19’. Ha segnato lui, Pippo Inzaghi. Con questa rete, Inzaghi eguaglia Jeppson in cima alla classifica dei marcatori atalantini, e raggiunge Michel Platini, in grado di segnare come lui a 15 differenti squadre.

La Juventus, svegliata da quel lampo improvviso, inizia ad attaccare, ma il primo tempo scema sul risultato di 1-0, con la Vecchia Signora incapace di trovare non solo la via del gol, ma anche quella del tiro, per tutti i primi 45’.

Nella ripresa è una Juventus più determinata, che al 9’ conquista un calcio d’angolo battuto da Del Piero sulla destra. Al centro dell’area, a farla da padrone, sono i due difensori dell’armata di Lippi. Prima svetta Ferrara, poi Iuliano sul pallone vagante nell’area corta, dopo la respinta di Davide Pinato. Il gol di Iuliano è quello che può garantire lo scudetto. E in effetti lo garantirà. È anche il primo gol di Iuliano con la maglia della Juventus.

Il finale sarà convulso. Prima l’anticipata invasione di campo dei tifosi bergamaschi, che tolgono ai propri pupilli il più sottile brandello di armatura, poi il richiamo dell’arbitro dal profondo degli spogliatoi dell’Atleti Azzurri d’Italia, con gli ultimi secondi di gioco e la successiva passerella di fine stagione.

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La Juventus stappa qualche bottiglia di Champagne nello spogliatoio, ma la gioia è moderata e contenuta. Tra pochi giorni ci sarà il Dortmund in finale di Champions. Intanto però è ancora tricolore.

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Atalanta-Juventus 2-1: ribaltone negli ultimi minuti

Atalanta Juventus 2-1 2001

Quella sera Bergamo ricorda la Scandinavia. Non solo per il clima, rigido e pericoloso, ma per le scorrerie vichinghe della formazione allenata da Vavassori.

Dall’altra parte c’è la Juventus di Carlo Ancelotti, che l’anno prima si è vista togliere da sotto il naso lo scudetto nella pioggia battente di Perugia, e che quest’anno è determinata a rifarsi. Non c’è più la stessa Lazio dell’anno precedente, ma un’altra romana è pronta a turbare il potere del Nord.

I due fuoriclasse di quella sfida, da una parte Zinedine Zidane, dall’altra Morfeo, possono agire liberamente in mezzo al campo: né l’allenatore nerazzurro né quello bianconero hanno piazzato a uomo un’ombra che possa seguirne la luce. I due sono così liberi di giocare e d’inventare.

Ne esce fuori fin dai primi minuti una partita avvincente, imperdibile. L’occasione più ghiotta del primo tempo capita, guarda caso, proprio sul mancino di Morfeo, su splendida giocata di Nicolino Ventola, ma Van der Saar è attento e respinge col corpo.

Nella ripresa il match è se possibile ancor più equilibrato. Da una parte e dall’altra si pensa più a preservare che a esporre eccessivamente il fianco, ma intorno al 15’ la Juventus capisce che per vincere ci vuole un’accelerata.

Paradossalmente, il gol lo fa l’Atalanta, ma nella propria porta. Scocca il minuto 73 quando Zidane prova un cross ad uscire dalla trequarti di campo, spostato sulla destra. Il suo esterno è elegante come sempre ma è preda della difesa bergamasca. Almeno in teoria. Paganin infatti sfiora il pallone ma ne cambia la traiettoria, e quello che voleva essere un colpo di testa a liberare diventa un’incredibile autorete, che fissa il risultato sull’1-0 per la Vecchia Signora, quella sera in divisa argentea, a proposito di battaglie coi vichinghi.

Nulla o nessuno può fermare la Juventus, se non il fato, se non appunto la dea. Reazione rabbiosa dei padroni di casa, che dopo 2’ si presentano già nell’area di rigore avversaria. Dalla zona destra del campo, Morfeo alza la testa ed effettua una parabola immaginifica, a girare sul secondo palo. Lorenzi, difensore atalantino, è da solo in mezzo a tre maglie, ma il suo stacco di testa è a dir poco imponente. L’ascia di Thor si scaglia sulle teste bianconere, e il colpo di testa di Lorenzi prima bacia la traversa e poi si infila in rete, lasciando senza scampo l’olandese Van der Saar. Siamo al 75’, e la partita si è stappata in modo incredibile: ora è 1-1. Ma le emozioni non sono finite qui.

Sarà per incoscienza o per magia, ma l’Atalanta sembra crederci più della Juventus, che era andata in vantaggio un po’ per caso. Doni vede la difesa della Juventus molto alta, e imbuca allora per Ventola che sfruttandone il mal posizionamento parte alle sue spalle. Lo insegue Zambrotta, ma serve a poco.

Ventola conduce splendidamente il pallone fino al limite dell’area di rigore, per poi trafiggere Van der Saar con un destro preciso alla sua sinistra. Esplode letteralmente l’Atleti Azzurri d’Italia. La Juventus è sotto per 2-1 all’82’.

Gli assalti finali della Vecchia Signora produrranno emozioni ma non reti. Prima Zauri, sulla linea, a salvare per i nerazzurri, poi Pelizzoli, su colpo di testa ravvicinato di Tacchinardi.

È una vittoria straordinaria per l’Atalanta, e una dolorosa sconfitta per la Juventus, che quei punti li conterà leccandosi le ferite a fine campionato.

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Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.