bologna inter precedenti

Bologna-Inter è sicuramente una grande classica del nostro calcio, ma che ha visto affievolirsi la sua luce con il corso degli anni. Dagli anni 30 agli anni 60 è stato un match di cartello, roba da primi posti della classifica, con il precedente più grande di tutti, quello dell’unico spareggio scudetto mai disputato datato 1964 e che ha visto i rossoblù fregiarsi del loro ultimo scudetto.

Ma Bologna-Inter è rimasta comunque una gara di livello e che ha scritto pagine importanti del romanzo della serie A, animata sempre da grandi campioni.

E sul finire degli anni 90′ Bologna-Inter era tutta una questione di campioni: Baggio, Ronaldo e Beppe Signori.

Bologna-Inter 2-4: la prima volta di Ronaldo

bologna inter 97 98

È ancora alla ricerca del primo gol in Serie A il Fenomeno, quel Ronaldo del quale già son piene le televisioni tra spot pubblicitari, sigle commerciali e grande attesa di Francia 98. All’esordio a San Siro alla prima giornata, però, un altro talentissimo si era mostrato agli occhi dell’Italia calcistica: el Chino, Alvaro Recoba, con due reti straordinarie dalla distanza.


Incredibile a dirsi, ma la panchina di Gigi Simoni già balla. Il rapporto col patron Moratti non è il problema principale, quanto quello dell’allenatore con la stampa italiana, che travolta dall’attesa per Ronaldo sembra imputargli colpe originali. L’Inter, comunque, parte fortissima al Dall’Ara, e dopo aver provato l’imbeccata proprio per Ronaldo in un paio di circostanze, trova la rete da corner. Cross di Djorkaeff preciso e fortissimo, sul quale si avventa Galante che stacca di testa anticipando anche un compagno di squadra. 1-0 Inter dopo 12’, allora.

Il Bologna si getta in avanti sotto i colpi della pioggia battente che bagna il campo e gli spettatori presenti, e con Baggio crea un potenziale pericolo da calcio piazzato. Qualche protesta per un presunto fallo di mano di Galante, quanto basta ad accendere il pubblico. Il Bologna infatti ruggisce. Prima con Baggio, ma è attento Pagliuca in uscita alta, poi con Marocchi che come un falco si avventa sul pallone al limite dell’area di rigore, calcia di sinistro in una sorta di tiro cross che diventa pericolosissimo per Pagliuca, chiamato al grande intervento.

Il Bologna continua ad attaccare e con Magoni va vicino al gol con un tiro dal limite. L’Inter è in evidente difficoltà, ma il Bologna non trova la via della rete e rischia di pagare cara la sufficienza sotto porta. Al 38’, infatti, come vuole l’aurea regola del gol mangiato gol subito, Djorkaeff vede Ganz sul filo del fuorigioco, lo serve splendidamente e il Maurizio attaccante, dopo aver dato un’occhiata alla porta, spiazza Brunner per la rete del 2-0.

Il Bologna però non si dà per vinto, e ad illuminarlo c’è ancora Roberto Baggio. Punizione meravigliosa dal limite che lascia fermo Pagliuca, quasi ipnotizzato dalla traiettoria che lo beffa sotto l’incrocio. 2-1 al 44’. Si va così sul 2-1 all’intervallo.

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Il Bologna entra bene dagli spogliatoi, mentre l’Inter appare stanca. Non lo è però Ronaldo che riceve un pallone al limite, lo controlla portandoselo sul destro, tutti (compreso Paganin che lo marca stretto) credono al suo tiro, mentre Ronaldo sterza portandosi la palla sul mancino per concludere poi sul primo palo con una leggerezza disarmante. Prima rete in Serie A del Fenomeno, ed è una delizia. 3-1 Inter al 52’.

Ronaldo si scatena e crea un’altra grande palla gol saltando mezza difesa senza neanche dover dribblare nessuno, ma il suo tiro è debole e Brunner lo devia in corner. Al 58’ però il Bologna rientra in partita quando Paramatti si fa anticipare da Taribo West, che interviene in scivolata regolarmente, ma l’arbitro opta per il tiro dal dischetto, realizzato poi da Baggio, che fa dunque doppietta.

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È l’undicesimo centro del Divin Codino contro l’Inter in gare ufficiali. Quel pomeriggio in campo però di campioni ce ne sono tantissimi. Certo Ronaldo, il più atteso, certamente Baggio, dall’altra parte, ma anche Youri Djorkaeff, che ricevuto il pallone da Simeone vede il portiere fuori dai pali e lo beffa con un cucchiaio semplicemente straordinario.

È il gol del definitivo 4-2 al minuto 66. Due stelle hanno brillato, ma un’altra si è aggiunta al firmamento. Per Simoni, non rimane che prendersi cura del proprio tesoro – gli verrà tolto di lì a poco.

Bologna-Inter 3-0: i gemelli del gol rossoblù giustiziano l’Inter di Lippi

bologna inter 99 2000

Li chiamano il lungo e il corto. Sono Signori e Andersson, i due gemelli del gol che fanno sognare la Bologna calcistica. Per Beppe ormai il Bologna è come una seconda casa, per Andersson lo sta pian piano diventando. Dall’altra parte, un’unione mai sbocciata del tutto: quella tra Marcello Lippi e Massimo Moratti. Due personalità forti, forse troppo per andare a braccetto fino alla grande gloria.

È la nona giornata del massimo campionato, stagione 1999/2000, che andrà infine nelle mani della Lazio, dopo 26 anni dall’ultima volta. Lippi può contare su una formazione forte, d’esperienza, che vede in Laurent Blanc e Javier Zanetti i due con più presenze – e presenza – in mezzo al campo. Davanti Bobo Vieri, pagato una cifra monstre – e record – nell’estate precedente, lui proveniente proprio dalla Lazio. Certo, c’è anche Ronaldo il Fenomeno, come dimenticarlo. Ma sarà proprio Vieri a siglare il maggior numero di reti, 13, quell’anno per i nerazzurri.


L’Inter è ancora in un momento di transizione quando si ritrova a sfidare il Bologna. Davanti giocano Ronaldo e Zamorano, quell’1+8 che è stato necessario proprio per la 9 di Ronaldo, intoccabile. Nei rossoblù, al di là dei già citati Signori e Andersson, c’è Gianluca Pagliuca a difendere la porta, lui che per tanti anni ha difeso quella dell’Inter. Quel pomeriggio però si gioca prevalentemente nella porta avversaria, quella difesa – si fa per dire – da Angelo Peruzzi.

Così è il Bologna a passare in vantaggio poco dopo il 30’ quando Signori, ricevuto un bel lancio dalla metà campo bolognese, stoppa in zona esterna, poco fuori dall’area di rigore, vede al centro Andersson e lo serve con un mancino preciso preciso, che l’alto attaccante tramuta in cioccolatino, beffando Peruzzi sul palo lontano.

La formazione di Guidolin non gioca un calcio spumeggiante, ma di una concretezza inaudita. Così, quasi allo scadere del primo tempo, Andersson riceve un altro lancio lungo, che controlla splendidamente di petto concludendo velocemente verso la porta ma pescando stavolta il palo.

Nella ripresa non cambia il copione, anzi s’infittisce di nuova e fresca trama. La narrazione è unidirezionale, e dice Bologna. Minuto 68, Signori ancora una volta dalla sinistra vede al centro l’amico Andersson, che pesca brillantemente al centro dell’area piccola. Spizzata centrale che prende in controtempo Peruzzi per il gol del 2-0, che già dice molto sulla partita. Ma non tutto, evidentemente. Passano infatti appena 8 minuti e su un altro lancio lungo – la specialità del giorno, cotta e mangiata dall’Inter di Lippi – Peruzzi si scontra goffamente con Cyril Domoraud, che cade al suolo lasciando lì il pallone, che Signori deve solamente spingere in rete per poi allargare le braccia in direzione dei suoi tifosi, ricevendo un’ovazione che non si sentiva dai tempi del Divin Codino, nel frattempo subentrato al 57’ nelle fila nerazzurre.

Di lui già si parla come di un uscente. Siamo appena a novembre, ma il clima è cupo a sufficienza, in quel di Milano, per presagire tempesta.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.