precedenti fiorentina milan

Tra Firenze e Milano corre buon sangue. Sarà per quell’atavica e condivisa ironia nei confronti delle altre città d’Italia, Roma su tutte, sarà per quel gusto di sentirsi unici al mondo che accomuna i fiorentini e i milanesi fin dal medioevo.

Sarà, in ultima istanza, per quei due giocatori che hanno segnato, nella gloria e nel dolore, gli istanti più intimi e alti di Fiorentina e Milan: Manuel Rui Costa e Davide Astori.

Il primo per talento e fortuna, per la sua realizzazione e maturazione definitiva in casacca rossonera dopo aver fatto faville in coppia con Batistuta ai tempi del Giglio. Il secondo per talento e sfortuna. Lui, Astori, il percorso lo ha fatto inverso rispetto a Rui Costa: dal Milan, di cui è stato uno dei migliori prodotti del settore giovanile, alla Fiorentina, con cui si era definitivamente imposto a livello tecnico e tattico, di leadership infine.

I due amarcord di oggi ci ricordano soprattutto questo: che le vittorie, nel calcio, sono solo il finale di una storia che vale più di qualsiasi statistica.

Fiorentina-Milan 3-7: allarme viola, potenza Milan

La Fiesole accoglie con fumi viola di passione e sentimento i ventidue in campo. Siamo appena alla quinta giornata di Serie A, ma il Milan di Capello già sente alle proprie spalle le voci e il fiatone delle pretendenti al titolo, tra cui c’è anche la Fiorentina di Radice. L’attesa per l’inizio delle ostilità viene rotta dal gol di Ciccio Baiano, che dopo appena 13’ sfrutta un posizionamento ancora troppo sacchiano della difesa rossonera depositando in rete dopo la respinta del portiere.

L’altro portiere, Mannini, osserva gioioso dalla propria porta, coperta alle spalle dalla Fiesole. Ma quel gol è pura illusione. I giochi vengono riequilibrati dal colpo di testa di Massaro al 25’. Tutto molto facile ma, si vocifera sugli spalti, sarà una distrazione passeggera della difesa. Se lo dice anche Pioli, che è in tribuna assente per i suoi. Solo Radice si gira nervosamente verso la propria panchina, cercando risposte che conosce benissimo nella propria testa.

Il Milan arriva al limite della Viola con facilità irrisoria e al 33’ Lentini, ben servito da Gullit con un filtrante scolastico, scucchiaia ancora sul povero Mannini, per il 2-1 dei rossoneri. Il timore sugli spalti inizia a farsi rumoroso, ma il Milan continua senza remore: 3-1 di Gullit al 41’ e 4-1 di Massaro al 45’. È un massacro.

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Nella ripresa la Fiorentina si porta avanti con cuore e tenacia, dimostrando che il tasso tecnico che aveva lanciato un discreto ottimismo nel pre-gara, soprattutto grazie a Laudrup e Effenberg, non era stato campato per aria. E infatti proprio da una giocata del danese e del tedesco arriva la rete del 4-2 al 48’. Un gol che, senza illudere i presenti, dona quantomeno un senso al secondo tempo.

La partita inizia a sfilacciarsi, come se quei sei gol in meno di cinquanta minuti fossero troppo anche per Eupalla. La Fiorentina sfiora la rete in un paio di occasioni, da calcio da fermo, ma è il Milan a colpire ancora con Van Basten (gran gol da fuori area) al 79’ e ancora Gullit all’86’, su assist proprio di Van Basten. Lo stadio va svuotandosi, ma i presenti possono ancora godersi il terzo gol dei Viola con Di Mauro, su azione prepotente di Effenberg, e la rete del definitivo 7-3 di Van Basten quasi a tempo scaduto.

È la fine di un incubo, registrano dagli studi Rai. Purtroppo per i tifosi viola, invece, quello è solo il preludio di una stagione che si concluderà con la retrocessione e che, grazie a questi 10 gol totali, entrerà negli annali come quella con più reti nel nostro campionato.

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Fiorentina-Milan 4-0: Terim strega Berlusconi e prenota la panchina rossonera

La quattordicesima di Serie A porta con sé alcune certezze e molti dubbi. Al principio, era semplicemente Fiorentina-Milan. A fine partita sarà Therim-Zaccheroni e, il giorno dopo, sarà addirittura amore tra l’allenatore turco e Silvio Berlusconi, patron dei rossoneri.

Qualche avvisaglia in tal senso già l’aveva data il periodo non proprio edificante del Milan, in crisi d’identità e di risultati, oltre che il gol di Nuno Gomes dopo appena 15’, su cross di Rui Costa. Niente può Abbiati che, anzi, era riuscito anche a toccare il pallone sullo stacco di testa del portoghese, inspiegabilmente solo al centro dell’area piccola. Il Milan prova una reazione che è nelle sue corde e nei nomi che ne vestono quella sera la casacca bianca, ma la Fiorentina è attenta e cattiva, pronta  a sfruttare la minima occasione utile per punire un avversario fragile tatticamente e psicologicamente.

L’inizio della ripresa testimonia fedelmente questa impressione. Passano appena un minuto e dieci secondi e Alessandro Cois, ricevuto un pallone dalla trequarti, stoppa di petto e calcia con grande violenza in direzione di Abbiati; un tiro precisissimo che scheggia l’incrocio e gonfia la rete. Esulta Torricelli, autore dell’assist, esulta Therim e il Franchi. Splendida Fiorentina, Milan già alle corde. Non c’è reazione dei rossoneri che davanti sono impalpabili e dietro da film dell’orrore.

La Fiorentina rimane sul pezzo e vuole ancora far divertire il proprio pubblico. Su rilancio di Toldo, colpisce male di testa Maldini che quasi accomoda il pallone per Rui Costa, che lo controlla, lo conduce fino quasi al limite dell’area di rigore per poi scaricarlo a Chiesa, che arriva come un fulmine scagliando una saetta angolata e velocissima, imparabile per Abbiati. 3-0 Fiorentina al 72’. Rui Costa sta dando spettacolo, è il migliore in campo dei suoi.

È capitano e 10 di una Fiorentina che presto saluterà proprio per approdare a Milano. Intanto, però, c’è ancora tempo per ballare sul rettangolo verde col Giglio sul petto.

Siamo all’87’. Rui Costa sfrutta l’ennesima indecisione difensiva del Milan per condurre il contropiede al piccolo trotto, con l’esterno del piede un po’ smorto che lo caratterizza. Il capitano della viola arriva fino al limite dell’area, osserva Costacurta che vorrebbe affrontarlo ma lo porta fin dentro l’area di rigore. Da lì Rui Costa può o allargare per Leandro sulla destra o calciare sul palo lontano della porta difesa da Abbiati. Sceglie invece un’altra soluzione, chiudendo il destro sul primo palo, con Abbiati immobile ad attendere l’esito di quella giocata.

Un fenomeno ha illuminato il campo, ben preparato da un grande stratega turco. A rimetterci le penne è Zac, a godere di quel calcio sono (quasi) tutti.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.