precedenti storici di inter napoli

Tra gli anni Ottanta e Novanta, perlopiù dominati dal duello – leggendario – tra il Napoli di Maradona e il Milan di Van Basten, una terza squadra provò a porsi d’incomodo: l’Inter.

Soprattutto nella stagione 1988/89 quando, nonostante i favori del pronostico dessero Napoli e Milan tra le candidate numero uno alla vittoria del titolo, proprio i nerazzurri guidati da quel geniaccio di Trapattoni riusciranno a mettere a segno uno Scudetto da sogno – e da record.

Dopo l’assenza del Napoli dal grande palcoscenico del nostro calcio, il Ciuccio si riaffaccerà sulla scena del campionato più bello del mondo nel 2008.

Tre anni dopo, sbancherà l’Inter di Claudio Ranieri in un match che i tifosi del Napoli ricorderanno per molti anni. Oggi Napoli e Inter sono quasi sullo stesso livello. Negli ultimi anni, anzi, almeno da prima dell’arrivo di Conte, i partenopei hanno giocato spesso e volentieri il ruolo di antagonista principale della Juventus dei record.

Alla vigilia della sfida tra Inter e Napoli, dunque, riviviamo due partite che hanno contribuito a creare la storia attorno ad una delle grandi classiche del nostro calcio.

Inter-Napoli 2-1: il sigillo dell’Inter dei Record

tabellino e forma di inter napoli 1989
Le formazioni della decisiva partita scudetto

Galeazzi e Pizzul, non esattamente due mingherlini, provano a trattenere Giovanni Trapattoni per la giacca.

Il Trap si divincola dei due telecronisti e in quest’occasione bordocampisti per una corsa fino al centro del campo interrotta da un fragore, un’altra strattonata, quella dei suoi assistenti, e un blocco di vigili che per evitare ulteriori sommovimenti, decidono di consegnare l’allenatore ai microfoni dei due energumeni: «è una gioia indescrivibile, ogni volta è più bello».

Sembra quasi implorarli con lo sguardo, il Trap, a Galeazzi e Pizzul, di lasciarlo andare, di farlo esplodere e farsi immergere dal calore di San Siro, che rivede lo Scudetto sulla sponda nerazzurra della città, nell’anno in cui più di ogni altra occasione l’Inter ha meritato il massimo titolo.

Zenga e Bergomi, intervistati anche loro, quasi ansimano. Non ne hanno più. La gioia dei loro cuori è sommersa dal calore di un pubblico che non ha mai mollato.

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Neanche oggi. Neanche quando il Napoli sembrava poter mettere nuovamente le mani sul titolo. Il gol di Careca, da fuori area, bellissimo, toglie per un momento il fiato ai tifosi nerazzurri. Ma la squadra di Trapattoni (58 punti su 68 disponibili) non molla, si trasforma in pazza Inter e rimonta anche quella sfida.

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Nella ripresa, prima Berti al 49’, dopo un destro volante di gran voglia e giustezza, trova la deviazione di Fusi e pareggia, fortunosamente, i conti per la Beneamata.

Poi Matthaus, all’83’, realizza un calcio di punizione magistrale dopo che l’arbitro aveva fatto ribattere il tiro dalla distanza di Brehme, l’altro tedesco arrivato dal Bayern Monaco, e decisivo per lo scudetto numero 13 di un’Inter irripetibile.

Inter-Napoli 0-3: l’Inter esce dal club delle grandi, il Napoli ci rientra

Tabellino e formazioni inter napoli ottobre 2011
Le formazioni di Inter e Napoli in quell’Ottobre 2011

Quando Mazzarri si presenta insieme ai suoi al San Siro di Milano, Inter e Napoli devono ancora dire molto di ciò che diventeranno da grandi. Una cosa è certa: se Ranieri deve scacciare, dopo i quattro punti nelle prime due di campionato, i dubbi sulla ritrovata freschezza dei nerazzurri e non la conferma sulla fine di un ciclo – cosa che però appare quasi inevitabile – il Napoli di Mazzarri se la gioca per sognare e per dimostrare che il doppio impegno, italiano ed europeo, è qualcosa che può essere gestito.

I partenopei, a San Siro, non hanno dei precedenti confortanti. Qui gli azzurri non vincono da 17 anni, e perdono con l’Internazionale da ben 8 sfide consecutivamente. Per farla breve: non c’è duello dagli anni 90. Ma questo Napoli è qualcosa di diverso, e lo dimostra.

Nonostante l’assenza di Cavani non sia di buon auspicio per Mazzarri, il trio composto da Hamsik-Pandev e Lavezzi sembra poter mettere in seria difficoltà il reparto difensivo nerazzurro. Per Ranieri, invece, è stato sciolto anche l’ultimo dubbio di formazione: Giampaolo Pazzini, nonostante non sia al meglio, alla fine sarà della partita.

La prima occasione è per l’altro uruguagio d’eccellenza, ma in maglia nerazzurra: Diego Forlan riceve un pallone sulla sinistra, si accentra e calcia con voglia e precisione, a portiere battuto. Ma la palla esce di un soffio a lato, accompagnata da un sospiro di tutta San Siro.

L’Inter continua ad attaccare, gioca un gran calcio e sfiora la rete del vantaggio poco dopo, quando Maicon dalla destra imbecca al centro dell’area di rigore Giampaolo Pazzini, che la tocca ma non riesce ad inquadrare la porta difesa da De Santis.

Il Napoli prova a reagire ma è l’Inter a fare la partita. Destro dalla distanza di Zanetti, respinta di De Sanctis sui piedi di Pazzini che segna, ma l’arbitro annulla per (giusto) fuorigioco.

Al 43’, però, arriva un rigore molto generoso per il Napoli. Maggio scappa sulla destra ad Obi, tagliandone la strada. Una leggera spintarella del centrocampista nerazzurro è quanto basta a Rocchi per decretare il tiro dagli undici metri. Non solo: Obi era ammonito, e per doppia ammonizione (severissima) è costretto a lasciare il campo. Disastro di Rocchi, anche perché la spinta era avvenuta fuori area.

Dal dischetto parte Hamsik, che si fa ipnotizzare da Julio Cesar ma sulla respinta Campagnaro è il più lesto della ciurma, e il Napoli passa così in vantaggio a fine primo tempo.

Nella ripresa il Napoli, forte della superiorità numerica e di una spinta psicologica propria delle grandi imprese, raddoppia prima con un gran gol di Maggio, che fulmina Julio Cesar e Nagatomo d’un sol boccone, poi con una splendida giocata targata Lavezzi-Hamsik, con lo slovacco che si rifà del rigore sbagliato nel primo tempo e realizza, sul filo del fuorigioco, la vittoria che lancia il Napoli e inaugura, per l’Inter, anni difficili.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.