precedenti tra juve e roma

Quella tra Juventus e Roma è una rivalità che nasce negli anni Ottanta, precisamente il 10 maggio del 1981, quando i giallorossi vanno a trovare la Vecchia Signora a Torino, per una delle ultime partite dell’anno. Il clima è quello delle grandi finali: tra Juventus e Roma va in scena, al Comunale, una partita che può decidere un’intera stagione.

Se la memoria ancora non vi assiste, vi basterà sentire la formula che scaturì da quella partita tanto contestata: er go’ de Turone era bono.

Siamo sullo 0-0 e mancano pochi minuti alla fine. Alla Juve quel pareggio va più che bene, ai giallorossi va stretto, anche perché i bianconeri guidano la classifica di Serie A. Una palla giocata in mezzo viene spizzata da Pruzzo su cross di Conti. L’accorrente Turone arriva in corsa anticipando tutti e segnando la rete dell’1-0, ma l’arbitro vede qualcosa che in campo nessuno aveva visto: il fuorigioco del marcatore.

Potete immaginarvi le polemiche e le moviole post-gara, che riusciranno a ricomporsi, seppur con qualche strascico, solo tre anni più tardi quando la Roma di Falcao vincerà il titolo di Campione d’Italia.

Da lì in poi, fino ad oggi, quella tra Roma e Juventus è una sfida che porta alla memoria molti ricordi. Non tutti piacevoli. Dalla lite Cufré-Del Piero, con reazione da gentiluomo d’altri tempi di Pinturicchio alla follia del proprio avversario, al gesto dei quattro gol di Totti dell’8 febbraio 2004.

Passando per l’anno dello Scudetto giallorosso e per gli anni (recentissimi) del dominio Juventus, mai violata allo Stadium dai giallorossi.

La macchina del tempo ci porta allora al 2001, l’anno della Roma Scudettata che si cucirà una buona fetta di tricolore proprio a Torino contro gli eterni rivali e al match dell’ottobre 2014 che doveva decidere chi sarebbe stata la «squadra Alpha» di quella stagione calcistica.

Juve – Roma 2-2: un pareggio che significa scudetto

juve roma 2001
Le due formazioni di Juventus e Roma scese in campo il 6 Maggio 2001 per contendersi un pezzo di scudetto.

La Roma arriva alla partita più importante della stagione ad una settimana da un derby che avrebbe lasciato ferite a qualunque altra rosa: il 2-2 di Castroman a tempo scaduto fa rientrare la Juventus in corsa per il campionato, con la Lazio in ritardo dato il pessimo avvio da stagione ma comunque ancora lanciata all’inseguimento. La Roma può schierare i titolari, la Juventus ritrova Del Piero affiancato da Inzaghi, preferito questa volta a David Trezeguet.

Dopo quattro minuti la squadra di Ancelotti è già avanti. Splendida ripartenza centrale e gran lavoro di Zidane che prima sembra perdere il tempo per calciare dal limite, ben braccato da Candela, poi però con un guizzo riesce a pescare Alex Del Piero a centro area, liberissimo di svettare anticipando Antonioli. La Roma rischia di subire il contraccolpo visto il derby di pochi giorni prima. Peggio di così non poteva iniziare. Passa appena un minuto e Inzaghi vede Zidane al limite, lo serve col tempo giusto e il fuoriclasse francese, dopo aver controllato, calcia con freddezza e precisione bucando Antonioli, in shock come il resto della squadra e Fabio Capello, che guarda inerme dalla panchina quell’incredibile spettacolo. Sono passati poco più di cinque minuti e la Roma è sotto per 2-0. Partenza incredibile della Juventus.

Col passare dei minuti la Roma sembra sciogliersi, ma è la Juventus ad avere le migliori potenziali occasioni. Prima con Zambrotta e poi con Tacchinardi dal limite. Si chiude così la prima frazione. Tra primo e secondo tempo, evidentemente, Capello riesce a entrare prepotentemente nella testa dei propri giocatori, perché la reazione della Roma è tanto violenta quanto ordinata e intelligente nei suoi schemi. Ma la Juventus non è da meno e risponde ancora una volta con un’azione personale di Zambrotta che sfiora l’eurogol. Al 15’, accade l’incredibile. Capello toglie Totti e mette in campo Nakata. Dentro anche Assuncao, fuori Zanetti, in grande difficoltà come il capitano giallorosso.

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Fioccano le polemiche: non solo per la sostituzione del capitano, che forse sentiva troppo la partita, ma perché Capello può schierare tutti gli extracomunitari, cosa che fino alla settimana prima non si poteva fare. La regola è stata cambiata in corsa proprio durante la stagione, come risposta al dilagare dei passaporti falsi. Una soluzione all’italiana che crea un vespaio di polemiche.

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I minuti passano comunque inesorabili e la Juventus appare in pieno controllo della gara, ma al 34’ perde un pallone pericoloso a centrocampo, Nakata – proprio colui che si trova nel rettangolo verde a causa del cambio di regolamento – sfrutta l’occasione e calcia in maniera splendida dai 25 m, lasciando andare prima la gamba e poi la voce per il gol del 2-1.

La Roma ci crede. Nella Juventus fuori Del Piero, dentro Conte. La partita procede lenta, piena di pause e interruzioni forzate. Alla Juventus, che ha dominato fino al gol di Nakata, viene il braccino corto.

Cinque di recupero. Nakata riceve al limite un pallone che andrebbe messo in mezzo, ma lui lo calcia verso Van der Saar, a dir poco insicuro nella presa.

Montella è lì, come un falco, gli ruba il pallone e lo mette in fondo al sacco. Incredibile al Delle Alpi, è 2-2. Esplode il settore ospiti giallorosso, in preda ad un delirio tanto più sovraumano se confrontato alla reazione di Capello, quasi impassibile.

Classifica: Roma 64, Lazio 59, Juventus 58, Parma 50. Assuncao e Tacchinardi verranno espulsi per una rissa evitabile ma comprensibile. Finisce così una partita incredibile, che la Juventus aveva in mano ma che la Lupa gli ha tolto all’ultimo, di soppiatto. Un pareggio che sarà fondamentale ai fini del terzo scudetto giallorosso.

Juve – Roma 3-2: polemiche e violini

juve roma 2014
Le formazioni iniziali di Juventus e Roma per la partita del 5 ottobre 2014

È una delle partite più attese dell’anno anche se siamo solo ad ottobre. Si gioca in uno Juventus Stadium infernale, stracolmo, elettrico. Quella tra Juventus e Roma non è una partita come le altre, ma quest’anno a maggior ragione: sono infatti queste le due squadre favorite per il titolo, e tutto lascia pensare che questa sfida sia già, almeno a livello ideale, decisiva per capire da che parte andrà il tricolore.

Episodio dubbio su Marchisio già nelle battute iniziali; per l’arbitro semplice contatto di gioco, si prosegue. Totti è generoso ma irruento su Pirlo, che subisce fallo. Sul calcio piazzato del Maestro, un fallo di mano di Maicon costa alla Roma prima la punizione dal limite, poi il rigore su cambio di decisione di Rocchi, avvolto dai giallorossi come in un film Western.

Lo stadio è una bolgia, il campo una corrida: Garcia in panchina sfodera quello che diventerà un vero e proprio meme calcistico per gli anni a venire, e si fa immortalare mentre mima il violino alludendo ad una sviolinata arbitrale nei confronti della Vecchia Signora. L’arbitro Rocchi mostra la strada degli spogliatoi al mister giallorosso, che nelle interviste del dopo gara rincarerà la dose parlando apertamente di «aree di rigore da 17 metri, solo a Torino» sponda bianconera ovviamente.

Dal dischetto Caritos Tevez, abituato ai climi infuocati: e infatti l’Apache fa 7 gol su 7 gare di campionato, spiazzando Skorupski che aveva provato a confonderlo. 1-0 Juventus al 27’, tra mille polemiche.

Passano però 5’ e Lichtsteiner commette un’autentica follia abbracciando calorosamente Totti in area di rigore. Il capitano giallorosso lo guarda come stupito, non crede neanche lui a quell’ingenuità. Dal dischetto Totti non sbaglia, spiazzando Buffon. 1-1 al 32’. Scattano i gialli: Totti, Caceres, Bonucci. Delirio allo Stadium.

La Roma gioca bene e crea calcio, mentre la Juventus appare stordita, a dir poco. Gervinho trova uno spazio centrale tra centrocampo e difesa, lo percorre e poi pesca Iturbe, non seguito sul taglio da Caceres né da Chiellini: l’attaccante giallorosso è freddo davanti a Buffon e lo buca. Clamoroso a Torino: Juventus 1-2 Roma al minuto 44.

Ma la Roma si fa prendere dall’entusiasmo e, nonostante sia sostenuta da un De Rossi versione ultras in tribuna, rovina tutto regalando un altro rigore – stavolta è Pjanic a commettere l’ingenuità, abbattendo Pogba in area. Così, nel recupero, Tevez sigla la sua doppietta, ancora dagli undici metri: stesso angolo, stesso esito. 2-2 a fine primo tempo.

Nella ripresa la partita rimane viva, ma le due squadre sono più attente a difendere piuttosto che ad offender. Da sinistra Gervinho crea ancora grossi problemi alla retroguardia bianconera: un suo pallone arretrato cade sui piedi di Pjanic, che ha un controllo di troppo e spreca clamorosamente col sinistro, di un soffio a lato dall’area piccola.

La Juventus ricomincia a creare, questa volta con un cross di Lichtsteiner dalla destra, raccolto splendidamente dalla testa di Morata che colpisce l’incrocio. Minuto 86. Tevez dalla destra cerca il cross in mezzo ma Yanga Mbiwa respinge. Dal limite dell’area Bonucci si coordina e calcia come viene, trovando un gol straordinario e di straordinaria importanza. Tecnica, bravura, coraggio, ma anche fortuna.

Perché l’arbitro, e con lui il guardalinee, non vedono che Vidal è sulla traiettoria del tiro, coprendo così la visuale al portiere giallorosso.

Saltano i nervi e Manolas viene espulso in coppia con Alvaro Morata, reo a giudizio Del Greco di aver esagerato con l’intervento in scivolata. In un finale di partita incandescente, l’ultima emozione è la chiusura di Bonucci su Destro, mangiato vivo dal difensore bianconero, accolto dal boato dello Stadium. 3-2 per la Juventus.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.