milan napoli precedenti

Quella tra Milan e Napoli è una partita che nell’immaginario tanto dei tifosi quanto degli addetti ai lavori porta indietro nel tempo ai mitici e favolosi Anni Ottanta.

Sono gli anni in cui il boom economico ha già compiuto vent’anni, ma il calcio italiano è qui che struttura le fondamenta per l’elezione – unilaterale, nazionale ed internazionale – a campionato più bello del mondo.

In questa elezione gran parte del merito va proprio ai rossoneri e ai partenopei, che tra Maradona e Gullit, tra Giordano o Careca e Van Basten o mille altri pose le basi d’interesse per un campionato combattuto, equilibrato, spettacolare e zeppo di grandi nomi.

Milan – Napoli 4-1: la prima vera recita del Milan sacchiano

milan napoli 4-1 1988

Il Milan è sotto il Napoli, ma lo segue come il diavolo segue l’ombra degli uomini. I santi Gennaro e Maradona guidano il ciuccio in vetta alla classifica, ma la squadra di Sacchi non molla e sa che il 3 gennaio può andare in scena la partita della svolta.

Le domande di Galeazzi a Maradona nel pre partita, puzzano a chi non sa contestualizzarle: il corpulento giornalista RAI chiede a Diego se Gullit meriti in Pallone d’Oro – che, ricordiamolo, non poteva andare ai sudamericani. Maradona gli risponde che si complimenterà con l’olandese in campo. Quest’ultimo, dal canto suo, terrà fede con i fatti al titolo patinato.

La partita però parte meglio per il Napoli che con Careca, splendidamente imbeccato da Maradona, guarda un po’, a mo’ di palombella, sblocca l’incontro di San Siro dopo appena nove minuti.

Ma il Milan sa come rispondere e la fascia destra rossonera, con Colombo e Tassotti, mette più volte in seria difficoltà la difesa partenopea. Fino al gol, quando Tassotti pesca Gullit sulla sua verticale e l’olandese, dal fondo, vede e serve splendidamente proprio Colombo, che di prima pietrifica l’estremo difensore avversario per il gol dell’1-1.

Bagni e Ferrara faticano dietro, e Virdis lo sa. Prima scheggia la traversa, poi sigla la rete del 2-1 approfittando di un’altra leggerezza difensiva. Tutto troppo facile, ma Milan irresistibile. Gullit prende un altro palo e Filippo Galli sfiora il gol da corner. Il Napoli sembra all’angolo.

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Inizia a piovere fortissimo a inizio ripresa, e Salvatore Bagni ricorda a tutti di usare l’ombrello (cit.).

L’unico a non farsi scalfire dalla pioggia è Gullit, che si fa beffe della difesa partenopea e dopo aver saltato anche il portiere deposita in rete di sinistro. È il gol del 3-1 che mette una certa distanza tra il Milan e gli ospiti. È solo la 13ª di campionato, ma questa sfida sa già di finale.

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Lo dice l’umore dei giocatori del Napoli, lo dice la grinta di Sacchi e i suoi. Che infine chiudono i conti, questa volta con Donadoni, che beffa il goffissimo Garella con un tiro dai 30 metri. Standing ovation per Gullit, Sacchi e questo Milan, che quel giorno inizia la rimonta Scudetto, che vedrà il suo apogeo proprio nella gara di ritorno contro il Napoli.

Milan – Napoli 0-4: nasce qui il Napoli del Sarri-ball

milan napoli 0-4

Non è facile parlare di destino segnato dopo appena sette giornate, ma la sfida tra Mihajlovic da una parte e Sarri dall’altra può già dire molto sul corso del campionato. I punti in classifica d’altronde sono gli stessi, anche se nessuno può ancora immaginare quello che i partenopei hanno in serbo. Potrebbe saperlo il serbo, Sinisa, che schiera in attacco Bacca, che la stampa contrappone ad Higuain senza avere il polso di un simile paragone.

La prima occasione capita al Milan con Montolivo, che ricevuta palla sulla trequarti calcia in porta senza impensierire troppo Pepe Reina. Precisione che manca ai rossoneri ma non ai partenopei, che la sbloccano grazie ad Allan, ben imbeccato da Insigne e tutto solo davanti a Diego Lopez.

Higuain fa una giocata mozzafiato tra gli spaesati Antonelli e Zapata, ma il suo tiro non è pericoloso e viene bloccato dall’estremo difensore spagnolo. Il Milan ci prova da corner, ma Luiz Adriano è a dir poco impreciso. È impreciso anche Higuain, già al secondo tentativo nei primi minuti ma ancora senza troppa convinzione.

Si va al riposo sul punteggio di 1-0 per il Napoli. Partita bloccata e aperta ad ogni risultato, anche se il Milan è apparso in evidente difficoltà sia davanti che dietro.

E infatti arriva quasi subito il gol del 2-0. Splendido triangolo tra Jorginho, Insigne e Higuain che fornisce un assist d’oro al piccolo compagno di reparto, che allarga il piattone e beffa Diego Lopez. Male, malissimo la difesa rossonera che tra Zapata ed Ely non sa che pesci prendere.

Il Milan si butta in avanti alla disperata, ma Reina è attento proprio sul colpo di testa di Ely. Meno attenta è la retroguardia rossonera che concede a Insigne una gustosa punizione dal limite, che lo scugnizzo partenopeo non si lascia scappare: 3-0, una meraviglia.

Purtroppo per il Milan però non è tutto. Perché al 77’, una decina di minuti dopo il terzo gol, arriva anche l’autogol di Rodrigo Ely, che quel giorno inizia e finisce la propria carriera in Serie A.

È solo l’inizio per il Napoli di Sarri, è già la fine per il Milan di Mihajlovic.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.