precedenti inter juventus

Inter vs Juventus è il Derby d’Italia. Una denominazione che deve la sua origine, cosa che stupisce fino a un certo punto, alla penna e alla mente di Gianni Brera.

Il noto giornalista italiano ne coniò l’espressione nel 1967 per indicare il confronto fra due formazioni che pur risiedendo in città e regioni differenti erano caratterizzate da una profonda rivalità reciproca.

All’epoca, le due società erano gestite dai Moratti e dagli Agnelli, ciò che permise a Gianni Brera di donare all’espressione un’ulteriore valenza, di tipo sociale, se vogliamo politica. Come afferma Germano Bovolenta (2008) in un articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport,

“Derby d’Italia” nasce nel 1967. Juventus e Inter sono, in quel momento, le squadre con gli albi d’oro più ricchi. La Juve ha già vinto 13 scudetti, l’Inter 10. Il Milan? È stato fondato prima dell’Inter, ha cominciato a vincere prima della Juventus, ma in bacheca ha due scudetti in meno dell’Inter e uno del Genoa. Brera fa la somma dei titoli (italiani) e, dopo l’ultimo trionfo juventino, conia la nuova espressione.

Germano Bovolenta

Chiaramente Bovolenta, nell’articolo sopracitato, si chiedeva se “oggi” (2008, ma il discorso vale anche nel 2021) avesse ancora senso titolare in questo modo una partita che, per prestigio e albo d’oro, non è più seconda a Milan-Juventus.

È proprio il Milan che agli occhi (e con numeri alla mano) di Brera appariva ancora un gradino sotto allo splendore dei bianconeri e dei nerazzurri che negli anni, specie dall’avvento di Berlusconi in poi, riempirà la propria bacheca di trofei memorabili, nazionali e internazionali, segnando gli anni Ottanta, i Novanta e i Duemila con successi in rapida sequenza, mantenendo una continuità mostruosa.

Rimane il fatto che, come per altre celebri denominazioni, quella di Brera ha fortuna ancora oggi. Ripercorriamo dunque questa incredibile e affascinante sfida attraverso due partite recenti: 16 aprile 2010, l’Inter del Triplete, e 28 aprile 2018, la Juventus di Allegri, vincente al fotofinish contro il Napoli di Sarri.

Inter-Juventus 2-0: l’inizio del mese magico dei nerazzurri

inter juve 2010
L’Inter di Mourinho opposta alla Juve di Zaccheroni all’alba del mese che farà la storia dei nerazzurri

La Juventus di Zaccheroni, mai davvero in corsa per lo Scudetto, si presenta a San Siro con atteggiamento spavaldo. L’Inter di Mourinho, ancora in corsa per la Coppa Italia e la Champions League, sa bene che per la corsa al titolo con la Roma serve vincere il Derby d’Italia. Questo non significa partire a mille sull’avversario, ma aspettarlo, attenderlo con la pazienza della squadra che sa il fatto suo.

La prima occasione da gol, non a caso, capita alla Juventus, sul destro di Iaquinta che ignora l’inserimento a sinistra di Marchisio e calcia in direzione di Julio Cesar, che blocca senza troppi problemi il tiro strozzato dell’attaccante italiano. Passa un minuto e Del Piero impegna l’estremo difensore nerazzurro dopo uno slalom podistico in mezzo a tre maglie nerazzurre, eluse dal gioco di prestigio di Pinturicchio. Dopo un minuto e 40 secondi, la Juventus ha già fatto capire di voler fare le cose sul serio.

Ma l’Inter prende campo e al 15’, su bella giocata di Maicon ad accentrarsi, Thiago Motta scarica un sinistro violentissimo, sul quale Buffon si allunga a meraviglia e devia in corner. Al 37’, poi, la svolta del match. Zanetti anticipa il suo avversario e salta netto anche Sissoko, che lo stende ingenuamente: era già ammonito. Juventus in dieci uomini.

HAI MAI GIOCATO A SUPER6?

Pronostica 6 risultati e vinci 100.000€ in diamanti E se nessuno indovina i 6 risultati, tutte le settimane un diamante del valore di 1.000€ al miglior classificato. Provalo subito, E' GRATIS!

La ripresa, come era lecito aspettarsi, è di pieno dominio nerazzurro. Dopo 9’, Eto’o salta Cannavaro e si presenta a tu per tu con Buffon. Milito invoca il pallone liberissimo a centro area, ma il camerunese lo ignora e il suo sinistro finisce in curva. Grandissima occasione da gol sprecata. L’Inter alza il baricentro. Maicon è una furia e recupera un pallone al limite dell’area, lo crossa al centro dove Milito anticipa tutti ma calcia, di destro, di un soffio a lato.

HAI MAI GIOCATO A SUPER6?

Pronostica 6 risultati e vinci 100.000€ in diamanti E se nessuno indovina i 6 risultati, tutte le settimane un diamante del valore di 1.000€ al miglior classificato. Provalo subito, E' GRATIS!

La Juventus respira riaffacciandosi in avanti, e su corner di Diego, Cannavaro colpisce di testa, cadendo, dall’area piccola, ma Julio Cesar si ritrova il pallone tra le mani. Poi, la partita riprende il suo corso naturale. Maicon centrale per Stankovic che arriva come un treno e calcia dal limite dell’area, di pieno collo destro, ma Buffon è semplicemente strepitoso e annulla il tentativo del giocatore serbo. 24’. Da corner Balotelli sfiora, Milito arriva sul secondo palo e colpisce di testa a botta sicura, ma il pallone finisce di un metro alla sinistra di Buffon, battuto.

Minuto numero 30. Un pallone respinto dalla difesa della Juventus capita sulla coscia di Maicon, che esegue un palleggio saltando un avversario, stoppa nuovamente il pallone di coscia, se lo aggiusta e calcia con una violenza inaudita, e con una precisione chirurgica, segnando uno dei gol più belli nella storia della Serie A. Un gol di un’importanza straordinaria, che può decidere uno Scudetto. Al 35’, Balotelli prova ad emulare il brasiliano con una punizione da 30 metri, ma l’incrocio dei pali gli nega la gioia del gol. Al 47’, poi, in pieno recupero, Balotelli riceve dalla sinistra un bel pallone di Milito, calcia sporco trovando Eto’o liberissimo a centro area, che non sbaglia e sigla il gol del definitivo 2-0.

L’Inter del Triplete ha da farsi.

Inter-Juve 2-3: la rimonta scudetto tra mille polemiche

inter juve 2018
Le formazioni di Inter e Juventus scese in campo in quel 28 aprile 2018 che decise di fatto lo scudetto per i bianconeri contro il Napoli di Sarri

La Juventus ha un punto di vantaggio sul Napoli di Sarri, quando mancano quattro giornate alla fine del campionato. La quartultima finale per la corsa allo Scudetto recita Inter vs Juventus. La sorpresa di mister Allegri è Cuadrado terzino destro. Il colombiano, da quella partita, non solo non cambierà più ruolo ma scoprirà una seconda giovinezza. La Juventus beneficia di questa intuizione fin dai primi minuti di gioco.

Ben tre occasioni da rete partono dal piede destro del colombiano, e da una di queste, al tredicesimo, la Juventus trova il gol del vantaggio grazie a Douglas Costa, che controlla in area e calcia con precisione all’angolino, lasciando immobile Samir Handanovic. Passano pochi minuti e un episodio accende l’attenzione del VAR, dopo che Vecino è intervenuto col piede a martello sulla caviglia di Mandzukic. Orsato cambia la decisione iniziale sostituendo al giallo in presa diretta il rosso di sala VAR. Inter in dieci uomini.

La stessa attenzione del Var non si accende quando però Pjanic, già ammonito, s’improvvisa karateka colpendo Rafinha in pieno petto con la gamba alta: ne seguono polemiche furiose in campo, ma soprattutto fuori dove in un albergo di Firenze il Napoli sta guardando la partita e si vede sfilare di mano uno scudetto che pareva alla portata.

Dopo la paura la Juventus, però, stranamente, arretra, e l’Inter prende coraggio con un paio di tiri dalla distanza. Uno di questi, di Candreva, sfiora l’incrocio dei pali. Al 50’ del primo tempo, infine, dopo un’azione insistita dei bianconeri, Matuidi calcia di destro e segna il gol del raddoppio, ma i dubbi sul fuorigioco verranno confermati dalla VAR, che annulla il 2-0 bianconero. Si va a riposo sull’1-0.

L’Inter entra in campo con veemenza e la Juve pare innervosirsi. Mandzukic commette fallo sulla trequarti e viene ammonito. Dalla punizione che ne segue, uno splendido cross di Cancelo viene girato a meraviglia da Mauro Icardi, che pareggia i conti. Minuto 52, 1-1. Al 63’ colossale occasione Juventus con Higuain che dribbla Handanovic ma calcia fuori. Gol mangiato, gol subito. Minuto 65. Perisic punta Cuadrado che mostra tutti i propri limiti in fase difensiva.

Il croato converge verso il centro dell’area e calcia con forza e precisione trovando, nell’area piccola, il piede destro di Barzagli, che devia in rete commettendo il più pesante degli autogol. Incredibile a San Siro, la Juventus è sotto.

La Juventus corre alla disperata ricerca del pareggio, e prima con Douglas Costa, poi con Paulo Dybala, chiama Handanovic a due grandi interventi.

Minuto 87’. L’Inter ha appena sfiorato il 3-1 con una splendida azione di Candreva non chiusa da Icardi sul secondo palo. La Juventus, al contrario, chiude l’azione con un pizzico di fortuna e con Cuadrado che dal fondo calcia come viene trovando un angolo impossibile tra primo e secondo palo della porta (non) difesa da Samir Handanovic. 2-2 nel più assurdo dei modi, Juventus che ci crede.

Minuto 89. Punizione dal limite, pennellata al centro da Paulo Dybala sulla quale si avventa come un falco Gonzalo Higuain. Testata vincente per l’incredibile 2-3 della Juventus, che in due minuti ha rimontato una partita che sembrava persa, dando la mazzata tanto all’Inter quanto al Napoli, che perderà a Firenze e dirà addio definitivamente ai sogni di gloria sarriani.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.