hristo stoichkov parma 95-96

L’attesa di vedere Hristo Stoichkov scendere in campo per la prima volta nel nostro amato campionato è palpabile. A dir poco. È a tal punto palpabile che Atalanta-Parma, da partita qualunque, diventa grazie al bulgaro la partita da seguire.

Il Parma di Scala ha fatto acquisti importanti, ma ha anche cambiato molto. Non solo. Soprattutto, è stata costretta a cambiare modulo. Non più la “catenacciara” difesa a tre. Quella che dà garanzie ad ogni stagione. Ma la difesa a quattro, più sbilanciata, senz’altro più rivolta allo spettacolo ma al contempo più esposta al rischio delle cosiddette imbarcate. C’è dell’altro. Come la prendono quei giocatori che, a baluardo della difesa parmigiana, saranno costretti a sedere con più frequenza in panchina (Crippa e Couto su tutti)? Al campo, come sempre, l’ardua sentenza.

La corazzata di Scala contro i giovani di Mondonico

L’Atalanta neopromossa ci mette appena 180 secondi per spaventare la porta ducale. Palla in profondità per Marco Sgrò, che senza controllare il pallone né fermarsi a riflettere troppo sul da farsi, scarica un destro tanto velenoso quanto, incredibilmente, impreciso. La palla scivola di un soffio a lato alla destra dell’estremo difensore. Si rimane dunque sul punteggio di 0-0.

La reazione del Parma, però, non si fa attendere. Un pallone senza troppe pretese, alto e piuttosto lento, cade a palombella sul corpo forte e deciso di Stoichkov che, dopo aver controllato il pallone con la coscia destra, si gira in un lampo e scarica un sinistro che, anche in questo caso incredibilmente, esce alla destra del portiere, ma per un pelo: il bulgaro ha infatti colpito il palo esterno.

Mondonico si sbraccia in panchina. Capisce che i suoi ragazzi possono regalare una grande gioia ai propri tifosi – come sempre numerosissimi all’Atleti Azzurri d’Italia. Il sole picchia forte sulle due squadre; il Parma pare contratto, l’Atalanta crede nello sgambetto.

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Così, poco prima della mezz’ora, un retropassaggio della difesa parmigiana coglie un Bucci a dir poco distratto: il portiere, forse fermo al 1992, si dimentica di una regola non irrilevante; prendere il pallone con le mani, su tocco del proprio compagno di squadra, è vietato – se si tratta, come è ovvio, di una giocata intenzionale. Punizione dentro l’area, dunque. Segue grande nervosismo: dopo 2 minuti e 40 secondi, Tovalieri può calciare. La sua conclusione, sul tocco di un compagno, è sì potente, ma estremamente imprecisa. Il festival delle occasioni gettate al vento continua a regalare grandi emozioni.

Rivelazione Vieri

Nella ripresa la musica cambia. Il Parma, rendendosi conto che l’Atalanta, pur creando, non sembra in giornata a livello realizzativo, prende coraggio. L’Atalanta, proprio al contrario, sente puzza di beffa e decide di adottare una strategia assai più accorta in fase difensiva. In realtà, però, il copione sembra lo stesso, almeno nei primi minuti di gioco. La Dea schiera in attacco un ragazzo di 22 anni e di belle speranze: il suo nome è Christian e il suo cognome, che risponde ad una dinastia dalla bella nomea, è Vieri. È proprio il giovane a tentare col destro di impensierire Bucci, ma il suo tiro, sbilenco, termina lentamente e goffamente alla destra del portiere.

Nel Parma entra Melli, quel Melli che nella sessione estiva di calciomercato, con un clamoroso quanto decisivo no aveva interrotto a carte fatte il suo trasferimento proprio all’Atalanta. Questo dettaglio, che meriterebbe una storia a parte, è qui rilevante nella misura in cui Melli, fischiatissimo, si procura a 15’ dalla fine una succulenta punizione dai 20 metri. Stoichkov prende la rincorsa, il suo mancino è insieme forte e preciso: un tiro formidabile e una rete splendida. È il vantaggio del Parma, è la prima rete del bulgaro in Serie A. L’epifania del campione, dunque, s’è compiuta. Purtroppo per i tifosi parmensi, quella del pallone d’oro sarà la traiettoria di una rondine che non farà primavera: quell’acuto rimarrà infatti uno dei pochi del campione bulgaro, che deluderà ampiamente le attese in quell’unico campionato di serie A.

La gara sembrerebbe finita, con la grande di turno che ha punito la volitiva provinciale grazie al graffio del campione affermato. Ma i campioni in questa partita non mancano, e alcuni devono ancora rivelarsi al grande pubblico.

Mondonico lo sa, e non vuole arrendersi. Butta nella mischia Pisani, ed è proprio da un tiro del compianto attaccante che, complice l’incerta presa di Bucci, arriverà puntuale come una tassa da pagare il capoccione confusionario di Christian Vieri. Tanta confusione sì, ma anche tanto cuore. Il giovane ha pareggiato, il gol del campione è stato adombrato.

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Maglia 20 sulle spalle, una corsa appassionata sotto la curva nerazzurra, non quella dell’Inter – di cui pure, quel ragazzo, farà le fortune e, in parte, la storia – ma quella dell’Atalanta. Il Parma esce con più dubbi che buone notizie dal confronto con la formazione ben allenata da Mondonico. L’intesa Stoichkov-Zola si è solo intravista. Certo, siamo all’inizio, ma il buongiorno si vede dal mattino. E quel mattino si chiama Christian Vieri.

Gianluca Palamidessi
Crede solo a ciò che è impossibile (Tertulliano). Appassionato di Football e Filosofia, cerca il passaggio filtrante per trovarle nella profondità. Se si parla di sapienza, sa riderci su. Se si parla di pallone, lo scherzo finisce subito.