MIRANCUK

Il campionato russo, già in pieno svolgimento per via della lunga sosta invernale prevista dal calendario di gioco, sembra aver già definito quelle che siano sia le sue squadre protagoniste di questa nuova stagione (come Zenit, Spartak Mosca e il sorprendente PFC Sochi) sia i giocatori che potrebbero essere protagonisti da qui in avanti.

Uno di questi è senza dubbio Aleksej Miranchuk, fantasista della Lokomotiv Mosca classe 1995 e in odore di trasferimento nella nostra Serie A: si parla infatti di un fortissimo interesse dell’Atalanta, in cerca di un vice-Ilicic.

Dalla Russia con amore

La storia calcistica di Aleksej Miranchuk è senza dubbio legata (e non potrebbe essere altrimenti) a quella del gemello Anton, col quale è cresciuto nella scuola calcio dell’Olimp, piccolissima società ubicata nella regione del Krasnodar, a sud della Russia.

Il talento, per Aleksej, non manca: fantasia e possesso palla fin da giovane sembrano poter fare la differenza. Ciò che non convince, semmai, è la prestanza fisica, con lo sviluppo che tarda ad arrivare per lui e per il fratello Anton.

Gli osservatori della Lokomotiv, però, lo tengono d’occhio, e nel 2011, a 15 anni di età, si convincono che i due fratelli (per la verità, più Aleksej che Anton) se ben seguiti potrebbero regalare grandi soddisfazioni.

L’anno-chiave è senza dubbio il 2013, quando mister Slaven Bilic sancisce la promozione di Aleksej in prima squadra, lasciando Anton a maturare nell’ultima categoria giovanile.

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Da quel momento in avanti, Aleksej Miranchuk si affaccia timidamente tra i titolari, non riuscendo pienamente ad imporsi a causa dei numerosi cambi in panchina; ma nel 2014/2015, sotto la guida di Igor Cherevchenko, diventa titolare e mette la firma sulla conquista della Coppa di Russia con un gol straordinario, frutto di una discesa travolgente.

L’esplosione del 2017

Dopo altri avvicendamenti in panchina, che non hanno particolarmente giovato né ad Aleksej né ai suoi compagni, finalmente nel 2016 torna ad allenare Yuriy Semin, mister storico della Lokomotiv (già alla guida dei ferrovieri negli anni ’80 e ’90), e con lui Miranchuk trova la sua dimensione ideale: il salto di qualità si completa e non si contano le prestazioni di alto livello, che peraltro attirano l’attenzione di svariati top club europei (tra cui Milan, Bayern Monaco e Borussia Dortmund).

Il passaggio in nazionale (di cui diventa un pilastro) è obbligato, ma ciò che impressiona sono le prestazioni sempre crescenti fornite nella Premier League Russa.

Lo testimoniano i 3 gol messi a segno nel 2016/2017, seguiti dai 7 del 2017/2018 e, dopo i soli 3 del 2018/2019, i 12 del 2019/2020. Miranchuk viene schierato in tutte le posizioni offensive dello scacchiere di Semin, trovandosi a proprio agio sia nel ruolo di suggeritore che di finalizzatore. E’ diventato il punto di riferimento sia della Lokomotiv che della nazionale, di cui è diventato un vero e proprio faro.

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Un sosia di Ilicic

Sulle sue tracce, l’abbiamo detto, sembra esserci l’Atalanta, uno dei migliori club al mondo in grado di far completare la maturazione dei giocatori (nella stagione appena trascorsa, infatti, gli esempi non si contano), alla ricerca di un vice-Ilicic, qualora lo sloveno faticasse a ritrovare la forma perfetta dopo un finale di stagione estremamente turbolento.

Miranchuk sembra fare al caso di Gasperini: mancino dotato di grande visione di gioco, dotato di dribbling eccellente e uomoassist a tutto tondo, che non disdegna -come abbiamo detto- alcun ruolo d’attacco, potrebbe andare comodamente ad occupare il tassello di numero 10 della Dea, giocando sia come seconda punta fornendo una spalla a Zapata sia sulla trequarti che come esterno d’attacco.

Al netto di eventuali problemi di ambientamento e di lingua, Miranchuk potrebbe rivelarsi una delle sorprese maggiormente gradite della nostra Serie A.

Riccardo Moro
Editorialista, copywriter, appassionato di comunicazione, sport e giochi. Da sempre racconta storie di calcio, motori e gambling.