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Anche se è parecchio complicato da pronunciare, anche se ha più consonanti che vocali, vale la pena fare lo sforzo di ricordare il nome di Dominik Szoboszlai. Di tenerlo in mente pure e soprattutto per i prossimi anni.

Il centrocampista ungherese, della generazione del 2000, ha già fatto una promessa: di lui si parlerà tanto. Sia nel prossimo campionato in cui giocherà, sia in Champions League. Per il momento, continua a giocare in un Salisburgo di tutto rispetto: hanno perso Haaland, ma non l’ossatura e la tendenza ad attaccare con costanza. Una fabbrica di talento, quella austriaca: sulla quale hanno messo gli occhi club giganteschi come il Liverpool, come la Juventus, come – ultimo della fila cronologica – il Milan ormai di Rangnick. Cerchiato in rosso come i prodotti più pregiati.

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Esempio di precocità

Szoboszlai è soprattutto un esempio di precocità. Ad appena 16 anni ha debuttato nell’Under 21 dell’Ungheria e subito dopo è stato convocato con la nazionale maggiore. Ha dovuto attendere un paio d’anni per il debutto, e nel frattempo la stoffa si è inspessita e diventata di pregevole fattura.

Centrocampista con un destro decisamente di livello, ormai si è abituato a giocare fisso sul lato sinistro del campo. Da lì riesce ad approfittare della corsa, del temperamento, anche del gran tiro dalla distanza. Sa infilarlo bene, il pallone. E come missione di vita ha davvero l’ultimo passaggio: non esattamente una dote di comune appartenenza.

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Il suo grande modello, punto di riferimento, è tuttavia un esterno. Sì, perché Dominik nasce con quel sogno lì, di prender palla a sinistra e accentrarsi spesso sul destro, agire da falco sul palo lungo e magari decidere le partite. Ecco, non poteva andare poi troppo lontano dall’esempio di Cristiano Ronaldo: ha l’età, il talento e il destro per poter sognare almeno la metà delle sue orme. Specialmente se parliamo di lavoro in campo: proprio come il portoghese, chi lo conosce promette solennemente sulla sua costanza, sulla sua tenacia. Un presente di fatica per un futuro certamente brillante. A prescindere dal salto in avanti che farà verosimilmente quest’estate.

Le caratteristiche

In ogni caso, chiunque dovesse prenderlo, sa di mettere nella propria faretra un giocatore con un ottimo potenziale. Un diamante da sgrezzare, ecco. Che non è solo botta col destro, ma anche una discreta capacità d’inserimento, oltre al controllo di palla che è virtù quasi naturale, che può solo migliorare, che gli permette di tenere la sfera incollata al piede con una millechiodi di talento.

Per questo e tanto altro, a Salisburgo è considerato un figlio del club, più in generale di tutto l’ambiente. Di risposta, Dominik ha saputo brillare sin da subito: ha stupito tutti nella fase a gironi di Champions, ed è anche grazie a lui se l’amico Erling Haaland ha saputo sin da subito spiccare il volo. Volo che spiccherà quanto prima anche Szoboszlai: il salto naturale sarebbe andare dall’altro lato della Red Bull, cioè a Lipsia. Ma l’asticella è talmente alta che il centrocampista potrà solo avere l’imbarazzo della scelta. Quindi, mostrarsi all’altezza.

Chi lo vuole

Piace a tanto. Piace a tantissimi. E piace parecchio pure alle casse del Salisburgo, che è bottega esigente e non di certo si farà impietosire dalla voglia del ragazzo di andare via. Nessun ‘a tutti i costi’, semmai al giusto prezzo. Szoboszlai ha trattato con il Paris Saint Germain, ha strizzato l’occhio all’Arsenal, nelle ultime ore – oltre alla Juve – si è fatto sotto nuovamente il Milan. C’è un filo rosso che conduce l’ungherese alla corte rossonera: è Rangnick, uomo di fiducia del Lipsia e molto ben in vista negli ambienti sportivi del ‘Toro Rosso’. Il primo tassello per una squadra giovane, ma anche senza paura, sarebbe rappresentato da questo ragazzo in grado di sbalordire tutto e tutti. Per lui, la possibilità di crescere in un club con potenziale. Non il primo della classe, ma una storia comunque che porta responsabilità.

Staremo a vedere. Soprattutto se dovesse scatenarsi un’asta, o se magari stavolta prevarrà il cuore. Dominik è un giocatore d’animo, oltre che di carattere. In questa stagione ha messo insieme una quarantina di presenze ed è arrivato a 17 assist, di cui ben 13 in campionato. I gol sono stati 11, segno di costanza di rendimento e di una facilità particolare per la “doppia doppia”. Se qualcuno ha bisogno di incursori, rifinitori e devastante qualità, citofoni pure al Salisburgo. Ha il suo prezzo, ma saprà farsi ripagare.

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato