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A soli 21 anni, Houssem Aouar è uno dei calciatori che hanno saputo abbinare uno straordinario talento già in tenerissima età. Gioca nell’Olympique Lione, e i tifosi juventini più attenti hanno già potuto apprezzare il cambio di passo, l’intelligenza nelle giocate, la voglia di metterci anche tanta grinta all’interno dei novanta minuti. Non esattamente dote comune tra i centrocampisti offensivi francesi, spesso adombrati dalla condanna della giocata differente, che apra gli spazi e possa riempire i giornali.

Ma Houssem è diverso. Nel senso proprio stretto: che uno come lui c’entra poco con tutto il resto. Garcia se l’è ritrovato e ne ha fatto un capolavoro d’inserimento e di dominio del gioco. Del resto, con quei piedi lì, con quella testa lì, il percorso di crescita sembrava naturale. Come oggi è naturale la possibile cessione, con il Real Madrid in testa e la Juventus (e tante altre) a seguire.

aouar scheda

Come gioca?

Come gioca? Gioca bene. Partiamo da questo presupposto che sembra scontato ma non lo è neanche per un secondo. Aouar è un centrocampista di tocco e possesso, ma sa anche buttarsi dentro e creare superiorità numerica nella trazione offensiva targata OL. Oggi vale 50 milioni (post Covid, s’intende) e forse mai come quest’estate le sirene del mercato finiranno per imbrigliarlo e per regalarlo a una nuova tifoseria.

L’unico dubbio che hanno in Francia: sperano tutti che non abbia simile sorte di Tolisso. Capiamoci: non che non gli augurino il Bayern Monaco, ma lo vorrebbero stella in una grande squadra. Non un puntino in mezzo ai fuoriclasse. Servirà un giusto compromesso.

Compromesso che comunque è difficile da individuare nel Madrid, interessato a lui soprattutto per la mancanza di gol dal centrocampo. Kroos, Modric e Casemiro rappresentano un problema? Sì, e quel problema può risolverlo proprio Houssem.

Che ha tiro, corsa e intraprendenza. Che è polivalente: parte dal centrocampo e si piazza sulla trequarti, agisce mezzala e fa l’esterno aggiunto con tanto di sovrapposizione. Un fungo a tutto campo, bravo palla al piede. Squadre con l’ossessione del possesso, cortesemente, fatevi avanti. Aouar è ciò che, ai tempi, è ed è stato Thiago Alcantara.

E’ stato lo stesso ragazzo a svelare il suo ottimo “equivoco tattico”: “Inizialmente mi vedevano come un numero dieci, ma anche quando giocavo in quella posizione finivo per allargarmi un po’ a sinistra. E’ normale che abbia dei punti di riferimento ma sono pronto per giocare nelle squadre top. Non mi stressa il pensiero: sono qui con personalità“. E che personalità. Forte come il suo destro.

Sotto il segno di Zizou

Così, quasi al volo, ricordate un franco algerino che ha fatto la storia della Francia? Che continua a fare quella del calcio? Houssem aveva solo 8 anni quando Zidane colpì Materazzi nella finale di Berlino, quello tedesco è il primo Mondiale di cui ha memoria. Conserva ancora tutta la bellezza del percorso, le giocate del dieci della Francia nonostante l’età e la decisione di smettere al vertice. Aouar è uno dei tanti figli d’Algeria adottato dalla Francia, conserva la scia di Zizou e anche di Benzema, ne venera il talento e allo stesso tempo mantiene alto il rendimento. Ritrovarli tutti al Real sarebbe quantomeno speciale.

Dovranno fare i conti con il presidentissimo Aulas, famoso per mantenere la bottega decisamente cara. Houssem, che ha un contratto con il Lione fino al 2023, aspetta, prende tempo, lavora. Lo stop forzato gli ha dato fame e carica, e dopo aver eliminato la Juve nel doppio confronto agli ottavi di finale, sogna un piazzamento con il suo club nella Champions più pazza di sempre.

Un unico rimpianto? Quest’anno non è arrivato in doppia cifra (ancora): tra Ligue 1 (25 presenze, 3 gol e 3 assist), Champions (6 partite, 1 rete e 4 assist!), Coupe de la Ligue e Coupe de France, è arrivato a totalizzare 9 reti su 39 gettoni. 8, i passaggi giusti. E cinque cartellini, che come media per un centrocampista non è affatto male. Anche se, ormai si sa, Aouar fa sport a parte. Storia a sé. Che non sarà quella di Zidane, ma può portare a simili vette.

Quando viveva con la madre

Insomma, anche la testa calda si è poi raffreddata. A Lione, preoccupati del suo temperamento (nelle giovanili, dopo un tot di falli subiti per il suo talento, la reazione scattava di fatto naturalmente), decisero di affidarlo… alla madre! Niente appartamento in solitaria, niente addio ai familiari, niente indipendenza: non era ancora il momento. Così decise Aulas, che alla fine ha avuto anche ragione.

Nella prima, vera, stagione con il Lione Aouar mise insieme 44 partite e realizzò numeri spaventosi nel collettivo. Uno su tutti: l’85,7% di passaggi giusti verso i compagni. Aveva 18 anni e già la capacità di smistare calcio, come un veterano. Per questo insistiamo: è un giocatore completamente differente. In grado di ampliare il gioco e con gol propri in dote. Che affare per chi riuscirà a prenderlo… Che affare.

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato