cover kaio jorge

Non è uno dei tanti, non è ‘uno in più’. Eliminiamo dal tavolo ogni dubbio di rito: Kaio Jorge non è l’ennesimo prodotto dell’infinita fabbrica di talento che è il calcio brasiliano, specialmente se accompagnato ai colori del Santos. E’ qualcosa di diverso, quasi di unico. Basti pensare che a soli 18 anni, l’attaccante è già parte fondamentale della squadra bianconera. Il debutto? A 16 anni. Prima di lui Pelé, come loro soltanto Neymar.

Ecco, le carte sul tavolo sono estremamente interessanti. Anche perché Kaio non si è certamente limitato ad apparire: è già diventato uno dei protagonisti principali del Santos, con un vizio bello e fondamentale, che è innato e non si compra. Quello di decidere le partite importanti, con giocate importanti. Storia di carisma, e se va a braccetto con il duro lavoro il risultato è praticamente assicurato.

In bianco e nero

Per il momento, Jorge difende il suo scudo a strisce bianche e nere. Un passato meravigliosamente blasonato ma un presente che va oltre l’infornare talenti. Chiaro: solo il tempo dirà quanto la sua carriera possa anche solo avvicinarsi a due mostri sacri del calcio. Magari aiuterà l’interesse suscitato dai grandi club d’Europa, e quella contingenza di colori che sta scatenando il destino e i suoi segni costanti. La squadra più vicina? La Juventus. In pole position e pronta ad affidargli una maglia molto pesante, data la situazione centravanti che vige a Torino: Higuain è un passo dall’addio, sul taccuino c’è Milik ma non sembra bastare. Il tempo è giusto pure per una promessa da mantenere.

Comunque, Kaio dovrà meritarla. Così come ha meritato a suo tempo la maglia numero 9 nel Mondiale Under 17 che il Brasile conquisto negli ultimi giorni dello scorso anno. 5 gol in totale, incluso uno nella finale contro il Messico: il premio di capocannoniere andò all’olandese Sontje Hansen – ne segnò soltanto uno in più -, tuttavia fu chiaro a tutti quanto l’attaccante brasiliano fosse qualcosa di speciale e di ben superiore alla media del torneo. Senso del gol sopra ogni altra straordinaria qualità: è quella l’assicurazione per chi deciderà di strapparlo (sicuramente a caro prezzo) al Santos.

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Caratteristiche fisiche

Prossimo step? Mettere massa. Massa muscolare. Come tanti campioncini della sua età, il vero limite del centravanti brasiliano resta l’esile fisico: è 1,76 metri per 64 kg. In Europa lo divorerebbero in un sol boccone e De Gregori direbbe che sì, insomma, il ragazzo dovrà farsi. Nel frattempo, Kaio Jorge ha imparato a ragionare da bomber d’area di rigore. D’intelligenza e d’astuzia, in questi anni ha saputo affinare il posizionamento in area, concentrandosi anche sull’aspetto corale della manovra offensiva: scambia stretto coi compagni, apre varchi e crea spazi. Il tiro è notevole, e non sarà un ariete ma arriva sempre puntuale sul secondo palo.

Momento paragone, ma solo per capirci: a oggi ricorda davvero tanto Gabriel Jesus, attaccante del Manchester City di Guardiola e – guarda un po’… – numero nove del Brasile. Non è tipo da ‘ufficio’ in area di rigore, e conserva ancora quelle stimmate che anni fa avrebbero definite tipiche da ‘calcio di strada’. Uno dei punti forti resta come attacca lo spazio, spalle alla difesa per approfittare dei corridoi liberi su commissione dei difensori avversari. Esplosivo nelle corte distanze, lucido anche dopo lunghe cavalcate.

L’ipotesi Juve

Non c’è da meravigliarsi che i giganti d’Europa, da tempo ormai interessati alla sua qualità innata, siano tanti e tutti diversi. Kaio è un giocatore per tutte le stagioni e per qualsiasi tipo di gioco. In questi mesi si è parlato tanto di Real Madrid (che ha già preso Vinicius dal Flamengo, esterno puro), ma sembra che la Juve sia più vicina a guadagnarsi un posto nella sua carriera.

Al momento, il giovane centravanti non ci pensa: continua a lottare per il Santos, sotto gli ordini di quel maestro brusco ma totalizzante chiamato Jesualdo Ferreira. Più di tutti, Ferreira conosce bene modi e dinamiche di un ruolo tanto delicato quanto fondamentale. Più di tutti, sa trattare con bastone e carota le giovane stelle emergenti. Al tecnico portoghese il merito di aver visto qualcosa in questo ragazzo. Di non aver avuto paura quando ha dovuto lanciare Kaio nella sua prima gara di Copa Libertadores con il Santos (l’aveva già fatto debuttare nel Brasilerao), in trasferta contro il Defensa y Justicia argentino. E’ accaduto a marzo, e Jorge entrò sul punteggio di 1-1 con meno di 20 minuti a chiudere la sfida. Ovviamente, come poteva andare a finire? 1-2 finale, con gol dell’attaccante e il Santos che strappa una vittoria pazzesca e determinante. Le stelle nascono tutte così: s’incendiano quando meno te l’aspetti. Ora? Il calcio europeo.

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato