sergino dest

Da quando il Barcellona ha aperto le porte a Dani Alves, affinché continuasse la sua carriera alla Juventus, il ruolo di laterale destro s’è convertito in una specie di maledizione per la squadra catalana. La quale, fino a quel momento, con il brasiliano aveva sempre avuto il numero uno in una delle posizioni più delicate. Ecco, giusto un po’ di nomi che si sono succeduti: Douglas, Aleix Vidal, Nelson Semedo. Poi Sergi Roberto, in grado di fare un sacrificio enorme nel tentativo di adattarsi a una posizione che non è mai stata la sua; hanno comprato Emerson, che alla fine è stato ceduto al Betis. Il canterano Wagué, candidato a occupare quella porzione di campo, è andato nuovamente via. Oggi però in Catalogna hanno fatto una nuova scommessa, e sperano di non sbagliare.

Si tratta di Sergiño Dest, la giovane certezza dell’Ajax, ormai arrivato a la Ciudad Condal, ormai ufficialmente giocatore dei blaugrana. L’olandese, con cittadinanza statunitense, è stato richiesta esplicita di Ronald Koeman e del suo nuovo corso: i due si sono conosciuti ovviamente nei Paesi Bassi, dove l’ex commissario tecnico degli Orange sperava di inserirlo gradualmente nella sua selezione. Solo che Sergiño ha scelto gli Usa (suo papà è americano), e Koeman se pur di allenarlo se l’è “portato” incredibilmente in blaugrana.

La crescita

Dopo essersi messo in risalto nelle giovanili dell’Ajax, il laterale a soli 19 anni ha iniziato a incamerare minuti importanti con la prima squadra. Non solo è riuscito quasi subito a guadagnarsi il posto, ma rapidamente era diventato uno dei più talentuosi, un grosso punto di riferimento in una squadra sì giovane, ma che arrivava dalla grande esperienza in Champions di due stagioni prima. Di madre olandese e padre americano, Dest ha quasi scioccato – di sicuro un po’ imbarazzato – l’Olanda: la chiamata degli Orange era arrivata subito, e il rifiuto ha fatto davvero rumore. “Credo fermamente nel potenziale di questa nazionale”, le parole di Sergiño, che a stelle e strisce ha disputato i Mondiali Under 17 e Under 20. Nel 2019, la prima partita con la selezione maggiore.

Dest è un laterale con gran qualità tecnica, palla al piede è davvero imprendibile. Una virtù, quest’ultima, che gli permette d’essere costante pericolo sulla fascia destra. Koeman ha grossa fiducia in lui, spera di migliorarlo soprattutto dal punto di vista difensivo. “Un sogno che s’è fatto realtà”, le prime parole di Dest al solo essere pensiero di approdare un giorno a Barcellona. Del resto, chi poteva mai aspettarsi un percorso del genere? Chi poteva immaginare che l’american boy, con una vita ad Amsterdam già avviata, in soli due anni potesse diventare l’ombelico del mercato e di una squadra in fase di ristrutturazione com’è il Barça?

HAI MAI GIOCATO A SUPER6?

Pronostica 6 risultati e vinci 100.000€ in diamanti E se nessuno indovina i 6 risultati, tutte le settimane un diamante del valore di 1.000€ al miglior classificato. Provalo subito, E' GRATIS!

La scelta USA

L’accostamento ci sembrava doveroso per definire le caratteristiche del ragazzo: con Serginho, una certa somiglianza resiste. E allora, iniziamo subito col dire che Dest resta da svezzare, da capire e incanalare in un calcio che sarà molto diverso da quello olandese. Formato nell’eternamente prolifica cantera dell’Ajax, ha iniziato a farsi un nome specialmente per le scorribande offensive, per la capacità di sovrapposizione, per la presenza e la qualità con cui dava manforte alla fase d’attacco dei Lancieri. Le cavalcate sono il suo forte: è un purosangue nato e cresciuto per questo, per correre e servire. E finora gli avversari non hanno trovato il modo di allentare la sua morsa.

E’ il degno erede di due scuole, quella americana e quella olandese, tra le più interessanti del momento. Si parlava del potenziale: effettivamente gli USA ora hanno raccolto i tanti frutti seminati nel corso degli ultimi vent’anni. Da Tyler Adams a Gio Reyna, da Weah a McKennie. Dest, insieme a Pulisic, è forse il giocatore con più margine ‘da copertina’. E qualcuno ha infatti malignato: la tradizione olandese è vastissima, ma quella degli Stati Uniti è tutta da scrivere. In questo senso Sergiño può trainare un carro che va velocissimo.

Caratteristiche

Toccare la palla, accarezzarla, non perderla mai. Sono tutte abilità eccellenti che Dest sembra possieda nel suo dna, e che alla scuola di Cruijff non ha solo sviluppato: le ha sublimate. Le ha perfezionate con lo scambio, con i tocchi veloci, con la capacità di andare oltre con lo sguardo e con il sentimento fisso sull’azione. Sa fare pure il centrocampista, magari più largo dei compagni di reparto. Sa giocare più avanzato, e come tanti terzini è nato da esterno destro puro di un’offensiva a tre. Quei tratti, dal buttarsi sul secondo palo all’infilarsi in area di rigore (magari dopo un dribbling) secco, per la sua fortuna – e quella del Barcellona – li ha conservati. Perfettamente intatti dopo anni da terzino.

Resta quel punto debole, l’aspetto difensivo. In alcuni momenti ha peccato d’incertezza, spesso d’ingenuità: ma è anche l’età, giovanissima, a donargli certi sbandamenti. Deve ‘pulirsi’, sì. Essere meno barocco in campo e più concreto, più asciutto, talvolta anche meglio piazzato nella retroguardia a quattro. Come ognuno di noi, Dest punta sull’esperienza – e che esperienza – con l’obiettivo di diventare il miglior terzino del mondo. Le capacità ci sono, la fame pure. Riuscirà a non farsi inghiottire dal vortice Barcellona?

Articoli consigliati

Nessun articolo Consigliato

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato