timo werner

La Germania ha sempre messo in mostra tutta una serie di atleti eccezionali che hanno fatto della loro possanza fisica, ancora prima della loro tecnica, le fortune di parecchie squadre disseminate sul territorio europeo. 

Forti e coraggiosi

Anche nell’ottica di un’idea collettiva di calcio internazionale, l’organizzazione delle squadre tedesche, a partire dalla nazionale maggiore per arrivare alle squadre meno blasonate del gotha calcistico teutonico, salta subito alla mente il rigore e la disciplina tattica e fisica, più che quella puramente tecnica

Non è stato sempre così, ovviamente, se pensiamo a campioni del calibro di Franz Beckenbauer, l’enunciato appena riportato impallidisce, ma è anche vero che se rapportiamo i maggiori campioni della Germania a quelli dei Paesi latini, viene davvero facile fare un confronto in termini di trattamento di palla, eleganza, tecnica sopraffina e fantasia… 

Lo spirito guerriero insito nel popolo tedesco è probabilmente causa ed effetto di questo gap prettamente “romantico” dell’approccio al football. 

Dd ecco che nella storia sono venuti fuori granatieri come Berti Vogts, Paul Breitner, Karl-Heinz Schnellinger e, per arrivare a tempi un po’ meno andati, Andreas Brehme, Lothar Matthäus e Karl-Heinz Rummenigge

I moderni panzer 

Negli ultimi anni i prodotti migliori del calcio tedesco per ruolo rispondono al nome di Manuel Neuer, capitano della nazionale, Mats Hummels e Jerome Boateng per quanto riguarda la difesa, Thomas Muller, Mesut Ozil e Toni Kroos a centrocampo, mentre il reparto offensivo ha ultimamente offerto pochi nomi tali da sconvolgere il mercato. 

Luca Waldschmidt e Serge Gnabry sono due gran belle speranze che potrebbero fare felici i cassieri di Friburgo e Bayern Monaco, ma i loro contratti, in scadenza rispettivamente nel 2022 e nel 2023, non sembrano esattamente avere i crismi della rescissione anticipata. 

Timo Werner 

scheda Timo Werner

L’altro pezzo forte che ultimamente si è fatto valere in patria nel sempre più sorprendente Lipsia di proprietà Red Bull, è senza dubbio Timo Werner

Ormai quasi nel pieno della sua maturità calcistica, il tedesco di Stoccarda ha compiuto 24 anni lo scorso 6 marzo e ha letteralmente bruciato tutte le tappe di una carriera già piena di episodi importanti. 

Il primo in ordine cronologico è il record che lo lega alla squadra della sua città di origine. 

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Allo Stoccarda un giovanissimo Timo entra in campo per il suo esordio in prima squadra a 17 anni, 4 mesi e 25 giorni, per poi ottenere circa 100 ore dopo il battesimo anche in Bundesliga, dove riesce a segnare il suo primo gol da professionista il successivo 22 settembre contro l’Eintracht di Francoforte

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All’inizio della stagione invernale, esattamente il 10 di novembre, il Friburgo deve fare i conti con una sua doppietta, che lo proietta in testa alla classifica dei giocatori più giovani che hanno segnato due gol nella stessa partita in Bundesliga. 

Da quel momento le apparizioni di Werner in prima squadra si fanno sempre più frequenti e nei successivi tre anni di militanza allo Stoccarda, il centravanti segna 14 reti in 103 partite. 

Il passaggio al Lipsia

Le reti non sono tantissime, certo, ma il giovane giocatore tedesco si fa notare anche per altre caratteristiche come la velocità, l’attitudine al sacrificio e quella predisposizione al dribbling e al gioco aereo che non sfugge agli osservatori del Lipsia. 

Al termine della stagione 2015/2016 passa proprio ai neo promossi della regione sassone. 

Il contratto è sostanzioso: gli viene offerto un quadriennale e il passaggio costa al Lipsia una cifra intorno ai 10 milioni di Euro. 

La sua prima stagione è da urlo: Werner segna qualcosa come 21 gol in 31 partite e nel primo anno di militanza raggiunge la Champions insieme alla sua nuova squadra. 

I capitali degli sponsor della ricca squadra tedesca fanno il resto e permettono di costruire intorno al gioiellino tedesco un organico di tutto rispetto che, due anni dopo, al termine della scorsa stagione, centra per la seconda volta l’obiettivo Champions grazie ad un meritatissimo terzo posto. 

Nelle due stagioni successive a quella di esordio, Timo non ripete quella del 2016/2017, ma rimane comunque su standard molto elevati. 

La nuova esplosione

Ottenuto il prolungamento del contratto che nella sua naturale conclusione lo vedrebbe salutare i colori del Lipsia a giugno del 2023, la punta ha avuto una seconda esplosione durante la stagione in corso. 

Fino ad oggi Werner ha disputato 28 partite per un totale di 24 gol segnati, tre in meno del solito ed eterno Robert Lewandowski, in procinto di vincere il suo quinto titolo di capocannoniere in Bundesliga, Werner permettendo, appunto.

Abbiamo identificato, così come potrete trovare lo stesso dato in tutti i siti del settore, il ruolo di Timo Werner come centravanti o punta centrale, ma se siete appassionati di calcio tedesco e raramente vi perdete una partita del Lipsia, vi renderete conto che non sempre le cose corrispondono a come ve le raccontano. 

Straordinario realizzatore, Werner ha comunque la capacità di trasformarsi in una sorta di jolly offensivo che svaria su tutte le parti del fronte d’attacco dei sassoni, prediligendo la partenza da sinistra quasi fosse un’ala che, facendo del suo destro un piede magico, riesce a convergere per creare voragini all’interno delle difese avversarie. 

Il futuro 

Sono notizie post lockdown e vanno prese con una pinza per ogni dito, ma sembrerebbe pronta una sorta di feroce gazzarra tra alcune squadre europee per accaparrarsi i servigi dell’avanti di Stoccarda. 

Inter e Milan avevano messo gli occhi da tempo su di lui, ma la corte insistente del Liverpool degli ultimi mesi, un po’ sgonfiatasi negli ultimi giorni, si è fatta superare da quella del Manchester United pronta a fare follie per Timo. 

Staremo a vedere.

Andrea Borea
Ha sempre pensato alla vita come un’eterna previsione. Appassionato di tutto ciò che ruota intorno alla NBA, ama i campionati esteri di calcio, Premier, Liga e Bundes in particolare. Se rotola, ci siamo!