wesley fofana

Nell’agosto del 2019, William Saliba diventava il giocatore più caro – e il più prezioso, dunque – a uscire dalla cantera del Saint-Etienne. Non una bottega qualsiasi, non una squadra qualsiasi. Vi diamo un nome, tanto per, che scalda immediatamente i ricordi anche dei più giovani: da quei campi mistici, è venuto su tale Michel Platini.

Erano altri tempi, ma se c’è qualcosa che riesce bene ai francesi è la capacità di mantenersi al livello giusto. Un po’ come il vino: non ammettono passi indietro, semmai vanno a braccetto con l’immediato. Soprattutto, sanno ‘riprodursi’: come i chicchi selezionati, anche il talento viene affinato e raffinato.

Perché siamo partiti da Saliba? Perché dopo l’assegno gigante dell’Arsenal, che sborsò 30 milioni di euro per portare a Londra il giovane centrale, nessuno tra i biancoverdi si strappava i capelli. Il motivo? Avevano già formato e preparato Wesley Fofana – classe 2000 – come suo successore, trasformandolo di fatto in un centrale che desse ampie garanzie per la squadra di Claude Puel. Anche qui: non uno qualsiasi.

Wesley aveva vinto la Coppa Gambardella nel 2018, giocando nel Saint-Etienne inizialmente da centrocampista. Poi è partito tutto un altro percorso, si è cambiato registro e discorso. A causa dei continui problemi muscolari di Saliba nell’ultima stagione in Francia, il francesino ha arretrato la posizione e si è fatto immediatamente leader: l’impatto è stato incredibile, le doti da guida evidentemente innate. Certezze, tante, e sin da subito. Del resto, anche la fattoria di centrali della Ligue1 è marchio di fabbrica ormai indistinguibile.

E come i suoi “predecessori”, il futuro ha in serbo così tanta bellezza e così tante occasioni.

Le caratteristiche

Forte, fortissimo negli uno contro uno.

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Per Fofana non è importante il giocatore che gli finisca davanti, non gli interessa se è una situazione limite: sa che per star bene con se stesso, deve aver fatto di tutto per non far avanzare l’avversario. Chiaro: non si traduce, di monteriana memoria, a palla o caviglia. Però la garra, le ‘buone intenzioni‘ e soprattutto l’indole a non tirare mai indietro la gamba restano le stesse.

Il dono comunque l’ha avuto dagli déi incaricati all’ufficio duelli individuali: nella finale di Coppa di Francia del 24 luglio, tra Saint Etienne e Psg, da come ha affrontato i fenomeni nessuno ha avuto più un dubbio sulle sue capacità. Era arrivata la consacrazione nel bel mezzo dell’anno più complicato della storia del calcio transalpino.

Potente e bravo, in grado di prendere sempre il tempo nel gioco aereo. Riuscirà anche a diventare più attivo in zona gol, questo è certo: nell’ultima stagione, in 14 gare di campionato, ha collezionato appena una marcatura (nella larga vittoria con il Nizza, 4-1); mentre in Coppa di Francia ha bagnato il debutto contro il Bastia.

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Non chiedetegli però di impostare: nello stretto riesce a divincolarsi, nel campo largo non ha certo la visione di un regista arretrato. Tutt’altro: con senso della posizione e quel coraggio che lo contraddistingue, chi punta su di lui lo fa esclusivamente per un discorso difensivo. Per avere un gladiatore che non s’arrende, e non per tracciare linee di passaggi dalla retroguardia.

Fa il mestiere “all’antica”, diciamo così. Ma lo fa sempre bene. Sia in un pacchetto a quattro (dove gioca prevalentemente sul centro-destra), sia in una difesa a tre. Se dovessimo paragonarlo a un giovane in rampa di lancio come lui, diremmo Merih Demiral della Juventus per determinazione ed efficacia nei contrasti. Tra i francesi, con simile storia e preparazione, Zouma del Chelsea è il nome giusto.

Il mercato

In un mercato sempre più proiettato alla scoperta dell’ultimo talento, chiaro che Wesley faccia gola a tanti, quasi troppi. In Italia si era fatto sotto il Milan, ma in Spagna l’avevano osservato con altrettanta – se non maggiore – attenzione.

Dopo il Villarreal, sembrava che il Siviglia avesse le più serie intenzioni con Fofana. Monchi ha mandato più volte emissari in Francia per avere report dettagliati e per provare a immaginare un futuro in Andalusia. In un’intervista a L’Equipe, ai tempi del lockdown, il ragazzo aveva anche ammesso l’interesse degli spagnoli: “Sono venuti allo stadio in qualche occasione“.

Per i giornali francesi, adesso costa intorno ai 20 milioni. Cifra che più o meno pagherà il Leicester, che con un super ingaggio ha deciso di bruciare la concorrenza.

Mentirei se negassi che, di tanto in tanto, non pensavo di andar via. Ho accettato perché così posso aiutare la mia famiglia“. Chissà come l’ha presa il mentore Claude Puel, con cui resisterà un rapporto splendido. L’ormai ex allenatore ha sempre avuto la massima fiducia in lui e non sembrava volersene liberare a cuor leggero. “Ha un enorme potenziale anche per la sua mentalità: è un competitivo nato. Qualità fisiche e tecniche incredibili. In cosa deve migliorare? Deve essere concreto, più concentrato“, le parole del tecnico.

Che quasi faceva un miracolo in Coppa di Francia. Pardon, che in realtà uno ne ha fatto: ha tirato dal guscio, e dalla mediana, un difensore vero. Come ce ne sono pochissimi.

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato