yousouffa moukoko

Youssoufa Moukoko, a Yaundé, capitale del Camerun, ci ha lasciato il cuore. E’ nato lì il 20 novembre del 2004 e fino ai 10 anni vi ha vissuto, insieme ai nonni. All’età di 10 anni, il padre – di ritorno dalla Germania – aveva finalmente sistemato la propria vita: era in Europa dal 1990, mai fino al 2014 era riuscito a portare con sé la sua famiglia. Youssufa, ecco, è un altro ragazzo salvato dall’immigrazione: e dal Camerun alla terra tedesca non è stato facile, ma parlare quella lingua universale chiamata calcio ha aiutato tantissimo.

Suo padre lo sa, l’ha sempre saputo. Tra i suoi piedi c’era un futuro che assomigliava a una miniera: non di soldi – o meglio: non solo -, bensì di opportunità.

E allora, appena arrivato nella sua nuova casa, tanto per iniziare prova con il St. Pauli: nella prima stagione segnerà 23 gol in 13 partite, attirando l’attenzione degli scout del Borussia Dortmund. Neanche mezzo provino: preso e portato in giallonero.

La crescita

E così partì la storia di Moukoko, fatta a suon di gol e di promesse mantenute. Era sempre il più piccolo della combriccola: a soli 13 anni già giocava nell’Under 17 del Borussia. Stagione del debutto: 40 gol in 28 partite, semplicemente pazzesco. Un anno più tardi, con la stessa formazione, arrivò a 50 marcature in altrettante partite. E mica si è fermato: a 15 anni è passato nell’Under 19, la formazione primavera. Ancora una volta, il migliore: 38 gol in 28 partite disputate.

Totale facile facile: 128 esultanze in 84 gare. Più 26 assist in tre anni, che l’hanno reso ancor di più il grosso punto esclamativo di una scuola incredibile come quella di Dortmund. Semplici anche i paragoni: sotto la guida di Favre, i ragazzi terribili sono rimasti ragazzi solo sulla carta d’identità. Giocatori come Haaland o Reyna continuano a devastare le difese avversarie: presto si aggiungerà pure Moukoko.

Orgoglio di papà

Qualcuno ha malignato: per struttura fisica e capacità balistiche, effettivamente Moukoko non sembra avere l’età dettata dalla sua carta d’identità.

Alto, robusto, con tratti molto marcati. E certo, il passaggio costante nella formazione dei ‘più grandi’ non ha aiutato. Youssoufa comunque non ci pensa: si gode questo momento magico e tiene stretto a sé l’obiettivo ultimo, cioè quello di diventare professionista. Deve tutto a papà Joseph, che trent’anni fa scappò dal Camerun per un futuro migliore.

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Futuro che ora sembra enorme e meraviglioso per quel ragazzino classe 2004 che non smette di sorprendere il mondo, oltre ovviamente ai suoi allenatori.

Lars Ricken, coordinatore della cantera del Borussia Dortmund non ha dubbi nel definirlo: “È stupendo vedere con quale facilità e allegria passeggi per il campo, segni così tanti gol. Dovremo aspettare per vederlo in una squadra professionistica, però siamo fiduciosi”.

Del resto, parliamo di un ragazzo che tre anni fa, con appena 11 candeline spente, aveva segnato 33 gol come se bevesse un bicchiere d’acqua.

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Sebastian Geppert, tecnico dell’Under17 del Dortmund, racconta così la sua crescita: “Non è male quando arriva un ragazzo che potrebbe giocare con noi per addirittura quattro anni. Ma sarebbe stato ingiusto lasciarlo all’Under 15. Già compete a livelli altissimi”. Il prossimo step sarà arrivare alla corte di Favre. Per rimanerci.

Le caratteristiche

Per chiudere la questione ‘età’ è giusto riportare lo sfogo del padre: “Non appena è nato, l’ho registrato al consolato tedesco di Yaundé, ha un certificato di nascita tedesco!”.

Ecco, poi sua madre, l’amata Marie, ha solo 32 anni. Dunque, tutto chiaro. Ed è chiaro soprattutto come il ragazzo abbia un fiuto naturale e allo stesso tempo fuori dal comune ordinario per il gol.

Chiaramente, il mestiere è quello di centravanti: sfruttato principalmente nel mezzo, è un talento meraviglioso nell’andare in profondità e nell’aprirsi varchi.

Corsa e qualità palla al piede: in molti tratti assomiglia a Osimhen, fortuna del Napoli. Mancino, Youss. Consapevole di poter giocare ovunque in attacco, sia supportato da una seconda punta (o un trequartista) sia come terminale offensivo insieme a due esterni. Da esterno può giocare anche lui, che ha tante soluzioni e intuizioni.

Sapete qual è l’ultima skill? Sa calciare benissimo le punizioni. Insomma, son rose e fioriranno. Tant’è che la Nike ha già messo gli occhi su di lui: accordo fino al 2029 e 10 milioni già intascati. Segnatevi questo nome: Moukoko sarà il centravanti del futuro.

Cristiano Corbo
Fan dei tiri a giro sul secondo palo. Prima del sinistro di Grosso, solo quello di Volpecina. Ostinatamente giornalista e giornalisticamente ostinato