numbers speciale

500 

Con il gol di Kingsley Coman che è valso la vittoria in finale con il Paris Saint-Germain, il Bayern Monaco ha raggiunto la quota di esattamente 500 gol segnati in Champions League, esclusi i turni preliminari. 

In questa stagione i bavaresi hanno peraltro fissato il nuovo record di marcature da quando la seconda fase a gironi è stata sostituita dagli ottavi di finale, ovvero ben 43 reti con una media di 3,91 gol a partita, in un’edizione che li ha visti arrivare in finale giocando due partite in meno del normale, 11 contro le canoniche 13. 

Con 242 conclusioni, di cui 101 nello specchio della porta, il Bayern è stata la squadra nettamente più offensiva della competizione, dato che il Lipsia segue come numero di conclusioni a grande distanza, 155, mentre il Manchester City, la seconda squadra che ha tirato più volte nello specchio, è rimasto fermo a 65. 

Protagonista assoluto Robert Lewandowski, arrivato a 15 gol su 30 conclusioni nello specchio, a sole 2 lunghezze dal record fissato da Cristiano Ronaldo nell’edizione 13/14, segnando in ben 9 partite consecutive, restando a secco solo nei 90 minuti della finale, ma anche miglior assistman del torneo insieme al parigino Angel Di Maria, con 6 passaggi vincenti forniti ai compagni. 

386 

È il numero di gol totali segnati in questa Champions League, con una media di 3,86 reti per ognuna delle 119 partite giocate, ovvero un gol ogni 28 minuti. La maggior parte dei gol, 78, sono stati messi a segno nell’ultimo quarto d’ora delle partite, tra il 76° e il 90°. 

Nella sola fase a gironi sono stati segnati 308 gol, il record da quando esiste questa formula, e a farla da padrona è stato, ovviamente, il girone B di Bayern Monaco, Tottenham, Olympiacos e Stella Rossa, dove sono stati messi a segno 53 gol, come mai in nessun girone nella storia della competizione. 

30 

Sono i cartellini gialli collezionati dal Paris Saint-Germain, la squadra più sanzionata della competizione, nonostante i suoi 136 falli commessi in 11 partite la rendano solo la 3ª squadra più fallosa di questa Champions, dietro il Lipsia, che ne ha commessi 151 in 10 match ma ricevendo solo 22 ammonizioni, e l’Atalanta, che si è vista fischiare contro per ben 152 volte nelle 9 partite disputate, collezionando 25 gialli. 

La squadra che ha ricevuto più cartellini rossi è il Club Bruges, che in 6 incontri disputati nel girone A ha subito ben 3 espulsioni per doppia ammonizione, comminate a Ruud Vormer nella trasferta contro il Real Madrid, terminata 2-2, e a Clinton Mata e Krepin Diatta nel pareggio di Istambul contro il Galatasaray, agguantato proprio da Diatta su assist di Mata al 92°. 

Il giocatore più sanzionato è stato Arturo Vidal del Barcellona, che ha ricevuto 4 cartellini gialli e venendo anche espulso per doppia ammonizione nel finale della partita di andata contro il Napoli, mentre i giocatori che hanno compiuto più falli sono Konrad Laimer del Lipsia, con 23 infrazioni, e Peter Olayinka dello Slavia Praga, che si è visto fischiare contro 21 volte, ma entrambi hanno ricevuto solo 2 cartellini gialli. 

17 

Sono gli anni di Ansu Fati, il più giovane marcatore della storia della Champions League, in gol contro l’Inter a 17 anni, 1 mese e 9 giorni, battendo così il record di Peter Ofori-Quaye che il 1° ottobre 1997 mise a segno il gol della bandiera in Rosenborg-Olympiacos a 17 anni, 6 mesi e 10 giorni. 

Allargando l’obiettivo anche alla vecchia Coppa dei Campioni, il record è in mano a Wlodzimierz Lubanski, che il 13 novembre 1963 segnò il gol del definitivo 2-0 in Gornik Zabrze-Dukla Praga a 16 anni, 8 mesi e 16. 

Il giocatore più giovane a scendere in campo in questa Champions League è stato Rayan Cherki: il trequartista del Lione, nella sconfitta per 2-0 subita in casa dello Zenit San Pietroburgo il 27 novembre 2019, è entrato in campo al 75° all’età di 16 anni, 3 mesi e 10 giorni, secondo solo al record fissato da Celestine Babayaro che scese in campo da titolare a 16 anni, 2 mesi e 25 giorni con la maglia dell’Anderlecht il 23 novembre 1994 nel pareggio per 1-1 a Bucarest contro la Steaua (venendo peraltro espulso al 37°). 

426 

Sono i giorni passati dal 25 giugno 2019, giorno in cui si sono giocate allo stadio Fadil Vokrri di Prishtina, in Kosovo Tre Penne-Santa Coloma (alle 15) e Feronikeli-Lincoln Red Imps (alle 20), ovvero le prime due partite del turno preliminare di qualificazione alla Champions League 19/20, al 23 agosto 2020, giorno in cui si è giocata allo stadio Da Luz Lisbona la finale tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. 

Ben più di un anno tra quel primo torneo quadrangolare tra i campioni di San Marino, Andorra, Kosovo e Gibilterra e la finale, un anno in cui tutti le manifestazioni sportive sono state sospese a causa della pandemia globale di Coronavirus e in cui si è dovuti tornare a giocare in stadi vuoti e con una formula inedita, come quella della Final 8. 

Addirittura la finale dell’edizione 19/20 è andata in scena mentre le qualificazioni dell’edizione 20/21 erano già iniziate, l’8 agosto, nei campi di Nyon vicino alla sede della UEFA, ma che hanno visto la finale del quadrangolare di quest’anno vinta a tavolino dai nord-irlandesi del Linfield a causa della positività al Covid di alcuni giocatori kosovari del Drita. La speranza è che l’emergenza finisca presto e la situazione, non solo sportiva, possa tornare alla normalità. 

Tobia Brunello
Classe 82’come il mundial di Spagna. Appassionato di calcio in tutte le sue forme tra una partita e l’altra inganna l’attesa con fumetti e serie TV. Lascia le sue tracce sul web scrivendo delle sue passioni.