gasperini contro conte

Quella in scena a Bergamo nel pomeriggio della domenica di Serie A, è una sfida particolarmente importante per tutte e due le compagini. L’Atalanta dei miracoli sembra leggermente appannata rispetto alle prime uscite della stagione, ma anche l’Inter di Conte non sta attraversando un gran momento e soprattutto dovrà fare a meno del suo uomo chiave, Lukaku.

Fase di non possesso: Gasperini contro la difesa a tre

I punti di forza del gioco dei bergamaschi sono davvero molteplici, a cominciare dall’intensità che quasi sempre mette in grande difficoltà gli avversari (non a caso nei momenti di non particolare condizione fisica vediamo subito un lieve calo di rendimento). La costante è quella del 3-4-1-2 (o 3-4-2-1 a seconda delle caratteristiche dei tre avanti), ma non mancano adattamenti di circostanza.

In fase di non possesso infatti, Gasperini è solito effettuare diversi adattamenti a seconda del modulo degli avversari. Contro la difesa a tre di Conte per esempio, saranno proprio i tre elementi dell’attacco orobico a pressare i tre della linea difensiva, con una marcatura a uomo diretta. Al contempo il lavoro dei due centrocampisti centrali si avvicinano ai corrispettivi avversari (uno sul regista e l’altro sul mediano), mentre gli esterni si allargano seguendo i laterali: alto quello sul lato del possessore di palla, più basso invece dall’altra parte in attesa dello sviluppo dell’azione.

Zapata va sul primo portatore di palla e tutti gli altri trovano la marcatura sull’avversario diretto

La fase di possesso orobica: tante frecce nell’arco del Gasp

Se l’intensità del pressing è un’arma fondamentale nella fase di non possesso, quando invece la palla è tra i piedi dei bergamaschi ecco che si aprono diverse possibilità di azione. Si parte generalmente dal basso, con una linea di difesa che diventa spesso a quattro con uno dei centrocampisti che si mette in linea, consentendo a uno dei terzi di allargarsi sulla fascia. Proprio da questa dinamica il gioco diventa più imprevedibile per gli avversari.

In fase di possesso Freuler e Ilic si abbassano con lo sloveno che forma la parte interna del triangolo di costruzione assieme all’esterno alto e il centrale di fascia

Una fitta rete di passaggi tra i quattro nella linea di difesa, possono cercare il varco giusto per tentare un lancio su uno dei quinti di centrocampo che si spostano in avanti per dare profondità, in una zona che molto spesso è nevralgica nello sviluppo dell’azione orobica (non a caso i due esterni di centrocampo sono determinanti nelle scelte di Gasperini). Ma con la palla spostata verso uno dei due lati, non è la sola opzione possibile.

Nella zona di metà campo infatti, la palla portata avanti dal giocatore laterale può essere giocata o verso un’attaccante che si avvicina alla zona per costruire il triangolo tra difensore-attaccante-esterno, oppure è il mediano che si avvicina creando quindi la triangolazione difensore-mediano-esterno con l’attaccante che in quel caso attaccherà invece in profondità dando un’ulteriore possibilità di passaggio.

C’è poi la via resa possibile dall’impiego di un attaccante estremamente fisico ma veloce come Zapata, che quando la palla non trova una via di uscita dal pressing avversario, può sempre costituire una valida scelta di passaggio lungo, visto che gli avversari dovranno pressare alto per chiudere tutte le linee di passaggio scoprendosi così in fase arretrata.

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L’Inter di Conte: senza Lukaku ma con un super Barella

Abbiamo spesso analizzato il gioco dell’Inter di Conte nelle sue sfide contro la Lazio, e nel derby contro il Milan. Ma in tutte e due le partite c’era una costante che questa volta verrà a mancare: Lukaku. L’importanza del centravanti belga è determinante per tante soluzioni offensive e non solo, tanto che sono in molti a chiedersi se non sia occasione anche per cambiare qualcosa dello stesso modulo. Ma l’allenatore salentino è abbastanza talebano nelle sue scelte, e difficilmente vedremo grandi stravolgimenti malgrado gli uomini a disposizione lo renderebbero anche possibile.

Anche nella partita contro il Real Madrid in realtà, l’impiego di Perisic come seconda punta non ha modificato particolarmente lo stile di gioco, salvo ovviamente rendere impossibile le sponde e la fisicità offensiva che garantisce Lukaku. La variante potrebbe essere quella di un 3-4-2-1, con Lautaro unica punta e Barella e Perisic sulla trequarti.

Ma al di là del modulo, sembra evidente che al momento il vero fulcro centrale di tutto sia proprio il giovane ex-cagliaritano, forse uno dei pochi a poter giocare praticamente a tutto campo e con caratteristiche utili in qualsiasi fase di gioco. Ecco perchè il suo utilizzo in quel ruolo di trequartista sta diventando una scelta quasi obbligata per una squadra a cui manca l’apporto anche delle due fasce, con Hakimi in fase calante dopo un grande avvio.

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La centralità di Barella in questa fase della stagione. Da lui passano le opzioni offensive ma anche i ripiegamenti difensivi

La chiave della partita

C’è un aspetto del gioco molto aggressivo dell’Atalanta, che l’Inter dovrebbe sfruttare per cercare di avere la meglio. Che è poi di fatto il motivo per cui i bergamaschi pur avendo uno dei migliori attacchi del campionato (il migliore in assoluto se guardiamo le ultime stagioni), subiscono molto spesso anche più gol del dovuto.

Con la difesa atalantina alta l’Inter potrebbe saltare il centrocampo sfruttando il buon piede di Bastoni per cercare di sorprendere alla spalle la linea di difesa. Questo soprattutto se non dovesse recuperare Lukaku.

Gasperini infatti tiene la difesa sempre molto alta anche in fase di possesso palla, rischiando anche degli uno contro uno in ogni zona del campo con i difensori che vanno a prendere gli avanti avversari anche sulla loro trequarti onde evitare ripartenze immediate in caso di perdita di palla in area opposta. Una mossa che se da un lato tiene in apprensione gli avanti opposti, impedendo molto spesso azioni pericolose e, anzi, cogliendo a volte impreparati in uscita i rivali quando riesce a recuperare il pallone, dall’altra espone gli orobici a un rischio elevato.

Se il possessore di palla avversario infatti, riesce in qualche modo a eludere la marcatura diretta del difensore atalantino, ecco che davanti a lui si apre una strada libera per un contropiede spesso in netta superiorità numerica.

I numeri delle due squadre

Due formazioni comunque abbastanza simili nei numeri in questo momento, con gli ospiti che sembrano voler giostrare di più il pallino del gioco con un più lungo possesso palla (anche se l’assenza di Lukaku probabilmente inciderà anche su questo parametro), ma entrambe votate decisamente più alla fase offensiva che non quella difensiva.

Soprattutto i bergamaschi concedono più di qualche occasione agli avversari (quasi 11 tiri a partita), mentre per il resto alcuni parametri rispecchiano in effetti l’indole e l’intensità della squadra: qualche dribbling in più per i padroni di casa (che come detto, non rifiutano spesso l’uno contro uno nelle due fasi), qualche contrasto e duello aereo in più (tanta fisicità appunto per gli uomini di Gasperini), mentre come detto più passaggi (anche chiave) per l’Inter.

Stats a partitaATALANTAINTER
Gol fatti totali1715
Gol subiti totali1310
Tiri16,818
Tiri in porta6,76,3
Tiri concessi10,88,3
Dribbling19,716,8
Contrasti vinti18,313,2
Pass. Intercettati15,312,7
Falli fatti15,215
Falli subiti11,710,7
Passaggi556,2603,3
Passaggi chiave13,515,5
Duelli aerei vinti17,214
Possesso palla53,80%59,20%
Passaggi completati84,80%87,80%

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Marco Fava
Da più di quindici anni si occupa di comunicazione e contenuti online. Voce e volto di ItaliaPokerClub, capo-redattore di "Poker Sportivo" in genere sempre alle prese con tutto quello che è gaming. Negli ultimi tempi si occupa della redazione di un portale sportivo ("Improbabile.it") dedicato ai Daily Fantasy Sport.