analisi tattica inter milan

Sono passati appena otto mesi da quell’ultimo derby vinto dall’Inter in rimonta per quattro reti a due, ma come ben sappiamo tante cose sono radicalmente mutate.

Il Milan di Pioli da quel momento è diventato una squadra quasi imbattibile (la migliore in assoluto dopo il lockdown), mentre l’Inter di Conte sembra aver cambiato pelle diventando una macchina da gol (anche e con qualche incertezza in più in difesa). Sabato (partenza ore 18:00) sarà tutto un altro derby insomma, con ancora più spunti di interesse e la certezza di vedere un match molto spettacolare.

Vediamo come saranno disposte le due squadre in campo e quale potrebbe essere la chiave tattica per la vittoria.

L’Inter e il dilemma del trequartista

Tra le tante cose che sono cambiate, c’è anche lo schieramento tattico.

Sembra ormai una certezza anche la metamorfosi che Conte ha ormai avviato nella sua Inter. Consolidato il 3-4-1-2 che avrebbe dovuto rilanciare l’estro di Eriksen, ma che è diventato occasione per spingere i nero azzurri sempre più avanti, nelle ambizioni e nel gioco in campo.

Paradossalmente, per ora, l’unico a non averne tratto particolare vantaggio è proprio l’asso danese (che invece vola con la sua nazionale), ma anche in questo caso più dei singoli elementi sembra fondamentale l’impostazione di gioco data, e in quella posizione sulla trequarti Conte può contare su diverse possibilità alternative (da Vidal a Barella passando per Sensi).

Una posizione occupata in queste prime tre partite da ben tre giocatori diversi: Eriksen (contro la Fiorentina), Vidal (contro il Benevento) e persino Barella (contro la Lazio).

Il danese offre la possibilità di muoversi tra le linee e sfruttare la sua visione di gioco (oltre che le sue imbucate), per il cileno invece la possibilità di farlo muovere anche in posizione più arretrata quasi a ricomporre un centrocampo a cinque (utile proprio per mettere ordine in una fase difensiva non perfetta in questo avvio, come dimostrano i sei gol subiti).

Mentre per l’ex cagliaritano le qualità di corsa ne fanno un valore aggiunto praticamente in tutte le zone del campo, abile in entrambe le fasi e che si dimostra spesso decisivo negli inserimenti.

Un ruolo soltanto, per tante possibilità diverse. Anche se visto l’avversario, tutto porta a pensare che questa volta la scelta possa essere quella di Vidal, o al limite di Barella, che possano garantire una maggiore copertura.

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Senza contare che anche Sensi potrebbe mettersi in quel ruolo (ma sarà squalificato contro il Milan), ecco che Conte ha a disposizione caratteristiche diverse a seconda delle scelte e soprattutto dell’avversario, senza cambiare il modulo di gioco.

Certo per l’occasione la rosa dell’Inter sarà forzatamente ristretta causa Covid (e qualche squalifica o infortunio), ma questi sono tempi difficili per tutti (gli stessi rosso neri ritrovano Ibrahimovic dopo la quarantena ed è da valutare la sua condizione).

Tutto passa per Ibra

Proprio nel derby della scorsa stagione Pioli aveva cominciato a mostrare il suo Milan con una nuova faccia, quella del 4-2-3-1 che liberava Ibrahimovic in avanti supportato dalla linea a tre sulla trequarti.

Il movimento di Ibra che mise in crisi l’Inter nell’ultimo derby

Libertà di movimento per Ibra che poteva scendere sulla tre quarti e con la sua dominanza fisica e capacità riusciva a far recuperare tempi di gioco agli avanti rossoneri, in grado quindi di buttarsi dentro per l’azione d’attacco.

Una mossa che non aveva portato punti in quell’occasione, ma che da lì a poco avrebbe dato un assetto tattico definitivo alla squadra ed esaltato non solo le qualità tecnico e caratteriali dell’asso svedese, ma messo in cattedra anche molti altri elementi del gruppo, primo tra tutti, Calhanoglu.

Kessie è tornato a essere un punto di riferimento a centrocampo, Hernandez un fulmine sulla fascia (e con Pioli sembra aver migliorato anche la parte difensiva) e Donnarumma il solito coordinatore dell’area con compiti da superman in alcune occasioni speciali.

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Ecco, da questo asse ormai consolidato si ripartirà anche sabato, con qualche casella ancora da decidere ma con la certezza che ormai il gioco di Pioli sia assimilato a prescindere dagli (altri) elementi.

Come potrebbe attaccare l’Inter

Sempre più interessante analizzare la trasformazione dell’Inter dopo queste prime tre partite della stagione, che ne ha fatto la squadra con il maggior possesso palla, oltre al secondo attacco del campionato (dietro la solita incredibile Atalanta).

Abbiamo già visto nell’approfondimento tattico della partita contro la Lazio, come i nerazzurri facciano del pressing alto per il recupero palla uno dei loro punti di forza, con Barella vero uomo chiave in questa azione a macinare chilometri facendo continuamente pressione sul terzo di difesa per poi tornare nella sua zona di centrocampo, in un moto quasi perpetuo (non a caso è sempre il giocatore che corre la distanza maggiore).

Per il motivo opposto, visto che attaccare è spesso la miglior difesa, sarà fondamentale il lavoro sulle due fasce di Hakimi e molto probabilmente di Perisic, certamente più pericoloso proprio in ottica offensiva.

La ricerca della superiorità offensiva nell’attacco della squadra nerazzurra

Abbiamo già visto in queste prime giornate come l’Inter utilizzi in maniera molto particolare le sue due punte, con Lautaro e Lukaku che si abbassano molto spesso proprio sulle vie laterali, per avvicinarsi proprio ai due quinti di centrocampo andando così a formare con l’altro centrocampista i classici triangoli tanto cari al mister salentino.

Da una parte probabilmente Lukaku-Hakimi-Barella e dall’altra Martinez-Perisic-Brozovic possono così offrire tanti sviluppi diversi all’azione e aprire spazi prendendo gli avversari in superiorità.

Le trame d’attacco rossonere

Anche Pioli ovviamente non disdegna il pressing alto e il gioco offensivo, componenti ormai essenziali per ogni squadra vincente del resto. Ma numeri alla mano sarà quasi certamente l’Inter a tenere in mano il pallino del gioco, per cui sarà necessario provare anche qualche soluzione alternativa sfruttando questa possibilità.

Quindi il Milan come può far male all’Inter dalla cintola in su? La chiave sarà per assurdo la fase difensiva di non possesso propedeutica al contrattacco. In particolare l’esterno sinistro ha un compito fondamentale, perché la sua pressione e propensione deve mettere in difficoltà il terzo di difesa interista, chiamando spesso Hakimi al ripiegamento.

Questo crea lo spazio per Theo Hernandez appena riconquistato il pallone, che con molto campo a disposizione potrà sfruttare tutte le sue qualità peculiari come la progressione e il puntare l’avversario.

Un lavoro che dovrà fare presumibilmente Diaz, vista l’indisponibilità di Rebic, cosa che potrebbe creare poca fluidità in questo tipo di movimento.

E il Milan ha i giocatori giusti per provare ad agire di rimessa, sfruttando le ripartenze sia con la velocità di Calhanoglu e gli esterni (Hernandez soprattutto), sia con la possibilità di avere in Ibrahimovic un terminale perfetto per eventuali lanci lunghi in profondità (che può portare avanti in prima persona o come sponda).

Fondamentale sarà il ruolo dei tre sulla trequarti in questo match, anche nella fase di non possesso. Il turco dovrà dedicarsi alla pressione sul giocatore di centrocampo che sia abbassa per la costruzione, cercando di limitare sul nascere la ripartenza interista.

Gli altri due della linea (probabilmente Diaz e uno tra Castillejo e Saelemaekers) dovranno spingersi sul terzo di difesa, in modo anche da tenere basso l’esterno dell’Inter (Hakimi in particolare) per limitarne le folate offensive non potendo lasciare il proprio difensore in mezzo agli avanti del Milan (aiutati dal centrocampista di zona).

I numeri delle due squadre

Dopo tre sole partite le statistiche sono ovviamente da prendere con le molle, eppure alcuni numeri sono piuttosto indicativi di quanto abbiamo analizzato fino ad ora.

Diventa evidente la vocazione più offensiva dell’Inter, che ha margine praticamente su tutti i parametri che riguardano la fase di attacco (dai gol ai tiri, fino ai passaggi chiave). Così come è chiara la propensione a tenere le chiavi del gioco in mano, con un possesso palla prolungato e una fitta rete di passaggi (più di un centinaio in più per i padroni di casa).

Là dove invece l’impronta di Pioli è stata decisiva è sull’atteggiamento in campo, che i rossoneri materializzano anche con un netto predominio nei contrasti di gioco (sia a terra che nei duelli aerei) e che porta probabilmente a una fase difensiva molto più oculata, tanto che sono davvero pochi i tiri concessi a partita rispetto ai rivali (parliamo tra l’altro di una delle poche difese a non aver ancora subito reti in queste prime tre partite).

Due impostazioni diverse, dovuta dai moduli e dagli uomini in campo, con però un obiettivo comune: vincere, sempre.

STATS A PARTITAINTERMILAN
Gol fatti totali107
Gol subiti totali60
Tiri1716,7
Tiri in porta6,35,3
Tiri concessi117,3
Dribbling1418,7
Contrasti vinti13,719,7
Pass. Intercettati11,39,3
Falli fatti1414
Falli subiti11,716,7
Passaggi642,3522,3
Passaggi chiave14,711,3
Duelli aerei vinti10,716
Possesso palla61,00%55,10%
Passaggi completati89,50%84,60%

I confronti decisivi: guerre stellari sulla fascia destra

Sarà un sfida di moduli, di tattiche, ma anche e soprattutto di uomini.

E non parliamo solo di quelli sulle due panchine, ma di quelli in campo, dove praticamente in tutte le zone avremo dei match particolarmente interessanti. Le coppie di attacco e difesa come Kjaer/Martinez, Romagnoli/Lukaku e dall’altra parte De Vrji/Ibrahimovic, offrono scontri avvincenti (probabilmente a favore degli attaccanti in tutti i casi), ma ce ne sono almeno un paio ancora più decisivi probabilmente.

Certo gli occhi saranno puntati soprattutto sulla fascia destra, dove si troveranno uno di fronte all’altro due tra gli esterni più forti del nostro campionato: Hakimi e Theo Hernandez. Come detto ci sarà molto da lavorare su quel lato, non solo per i due protagonisti annunciati, ma anche per gli altri della linea verticale che dovranno da una parte arginare la loro indole offensiva, dall’altra invece sfruttare proprio questa loro caratteristica per far male agli avversari.

Un altro duello potrebbe rivelarsi decisivo anche se non è di quelli più appariscenti, perché potrebbe rappresentare un mismatch a vantaggio del Milan. Come terzo di difesa a sinistra potrebbe infatti trovarsi Kolarov, che forse non ha nella fase di interdizione il suo miglior fondamentale e certo paga in dinamismo e velocità nei confronti del giovane Saelemaekers che dovrebbe trovarsi proprio nella sua zona.

Infine come detto ci sarà sicuramente da vedere come si comporterà Calhanoglu che dovrà vivere nella zona di campo del trequartista dell’Inter, probabilmente Vidal, in una sfida particolarmente accesa anche per carattere.

Marco Fava
Da più di quindici anni si occupa di comunicazione e contenuti online. Voce e volto di ItaliaPokerClub, capo-redattore di "Poker Sportivo" in genere sempre alle prese con tutto quello che è gaming. Negli ultimi tempi si occupa della redazione di un portale sportivo ("Improbabile.it") dedicato ai Daily Fantasy Sport.