analisi tattica lazio inter

La terza giornata di Serie A ha in programma almeno due scontri di assoluto livello che potrebbero fin da subito indirizzare questa prima fase di stagione.

Lasciando da parte il big match della domenica sera tra Juventus e Napoli (dove oltre alle incertezze del campo si sono aggiunte quelle relative al virus con i partenopei a rischio tamponi positivi dopo l’incontro ravvicinato con il Genoa), la nostra analisi ci porta oggi a una sfida altrettanto interessante tra due filosofie di gioco nemmeno troppo diverse: la Lazio di Simone Inzaghi e l’Inter di Antonio Conte.

Schieramenti tattici

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Con moduli speculari saranno i duelli individuali del centrocampo a indirizzare il match. In particolare a destra Hakimi potrebbe rappresentare un mismatch importante per l’Inter

Nonostante le due partite importanti molto ravvicinate, difficilmente Inzaghi riuscirà a fare molti cambi rispetto al suo undici ideale. La Lazio scenderà in campo come sempre con il suo 3-5-2, con praticamente gli stessi uomini visti anche contro Cagliari e Atalanta (anche per palese assenza di alternative al momento, in attesa che si sblocchino gli arrivi di Hoedt, Fares e dell’indisponibile Muriqi).

Anche Conte non abbandona la difesa a tre nonostante le prime due uscite nerazzurre non siano state brillantissime in fase difensiva con 5 gol subiti in due giornate.

Il mister salentino si è però lamentato di una scarsità di equilibrio generale, facendo intendere che la colpa per il numero di gol incassati sia da attribuire sopratutto all’atteggiamento del centrocampo, fin troppo propositivo in fase di offesa e meno attento nella fase di ripiegamento.

Con moduli così speculari, una delle possibili interpretazioni tattiche della gara vede la partita svilupparsi attraverso i duelli individuali nelle posizioni di centrocampo.

Rispetto alle gare della scorsa stagione particolarmente interessante sarà vedere le variazioni sul tema apportate dall’Inter con l’introduzione del trequartista tra i 5 di centrocampo. Avendo la Lazio un’impostazione con un mediano piuttosto che un trequarti nella zona centrale ecco che viene a crearsi un confronto diretto in grado di indirizzare la gara.

L’atteggiamento della Lazio

In fase di possesso palla la Lazio ha diverse soluzioni di gioco e molti abili palleggiatori soprattutto in difesa, con ripartenze ragionate dal basso che partono quasi tutte dai piedi di Radu o Acerbi, aiutati da un Luis Alberto che va spesso ad abbassarsi restando molto vicino al suo difensore.

Non a caso sono proprio loro solitamente quelli a ottenere il maggior numero di passaggi durante una partita e offrono quasi sempre il primo tassello per lo sviluppo dell’azione che può poi proseguire su uno dei quinti di centrocampo (sempre molto alti lateralmente), con uno scarico per uno dei centrocampisti che si è abbassato o di nuovo per vie orizzontali sul terzo di difesa.

Una possibilità potrebbe essere anche quella di piazzare Parolo nel terzetto difensivo, analogamente a quanto fatto dalla Roma con Cristante. Questo presupporrebbe la rinuncia a Radu e la scalata a braccetto difensivo di Acerbi. Aumenta la qualità di costruzione ma si rischia un mismatch evidente in termini di velocità sul lato sinistro difensivo laziale, lasciando Acerbi a dover uscire sulle folate di Hakimi.

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Quando poi si arriva alla tre quarti avversaria, molto spesso la formazione di Inzaghi diventa un 2-3-5 con i due esterni molto larghi sulla linea di attacco a fare da vertice del triangolo con una mezzala (di solito Savic) spostato in avanti e il difensore salito che porta palla come altro vertice.

In quella di non possesso invece, la Lazio è solita attuare un pressing abbastanza alto quando la palla è nella metà campo avversaria, con Immobile che rimane fisso sul centrale di difesa, mentre la seconda punta si occupa solitamente di marcare il regista di centrocampo avversario. Le due mezzali invece andranno a chiudere sugli altri difensori della linea a tre e Leiva coprirà le linee di passaggio verso il centrocampista arretrato.

Se anche gli esterni avversari si abbassano, allora saranno i difensori laterali dei bianco celesti a seguirli (Marusic e Lazzari in questo caso).

La pressione alta della Lazio con la seconda punta che segue la fonte di gioco avversaria

Da un punto di vista di modulo Conte dovrebbe continuare a proporre il 3-4-1-2, nato in origine per cercare di dare una zona di campo confortevole a Erisken, ma che sta diventando comunque soluzione sempre più praticata a prescindere dalla presenza del campione danese(che per la verità ancora deve mostrare tutto il suo potenziale).

E in effetti in questa occasione, è probabile sia Sensi a giocare sulla trequarti. Così come probabile che Lautaro osservi un turno di riposo facendo spazio a Sanchez, che a centrocampo ci sia un qualche turn over e che in difesa si possa vedere ancora qualche adattamento alla linea a tre di un D’Ambrosio o di Kolarov.

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Ma dubbi di formazione a parte, l’impostazione tattica che Conte ha dato alla sua Inter sembra ben definita anche se con tante rotazioni possibili. Contro la Fiorentina in fase di possesso palla abbiamo visto molto spesso Barella scendere fino alla linea dei difensori (era D’Ambrosio invece ad alzarsi sulla corsia laterale), mentre Brozovic ed Eriksen si abbassavano per fornire linee di passaggio possibili.

Con lo sviluppo laterale, scende a centrocampo anche la seconda punta come Sanchez con il Benevento o Lautaro quando agisce in quella zona, che portandosi dietro il suo marcatore prova a liberare spazi per gli inserimenti di una mezzala (contro il Benevento Gagliardini spesso sollecitato in questo senso) o dell’esterno opposto.

Il movimento di Sanchez in questo caso è finalizzato a svuotare l’area e favorire l’inserimento di mezzala e esterno creando una superiorità numerica di fronte alla porta

Ma anche l’Inter è solita provare a recuperare palla molto in alto, effettuando un pressing assillante sulle ripartenze avversarie. Anche in questo caso è Barella l’uomo chiave, facendo un lavoro di grande corsa avanti e indietro tra il difensore che porta la palla e la copertura delle linee di passaggio a centrocampo (non a caso è solitamente il giocatore che macina più chilometri di tutti durante una partita).

I numeri delle due squadre

Siamo ancora agli albori di una qualunque valenza statistica per i dati espressi nelle due partite giocate fin qua. Ma già qualche indicazione possiamo provare a prenderla da questi numeri.

Di certo quella dei gol subiti, a indicare ancora qualcosa da registrare sia nel reparto di difesa, sia nel filtro di centrocampo. Anche se il record di gol fatti (eguagliato) per le prime due giornate dell’Inter, mostra evidentemente una spinta offensiva ancora più forte, accorciando la coperta dietro.

Stats a partitaLAZIOINTER
Gol fatti totali39
Gol subiti totali45
Tiri1519,5
Tiri in porta68
Tiri concessi9,510,5
Dribbling18,510
Contrasti vinti1113
Contrasti subiti7,58,5
Pass. Intercettati1312
Falli fatti14,514,5
Falli subiti9,510,5
Passaggi579665
Passaggi chiave1016,5
Duelli aerei vinti1212
Possesso palla55,60%63,00%
Passaggi completati83,20%90,40%

E lo dimostrano anche i tiri a partita, circa 20 per i nerazzurri, che lasciano però agli avversari almeno dieci occasioni per mandare la palla verso la porta (i laziali leggermente meno, ma di contro in queste prime uscite hanno anche tirato molto meno in porta rispetto ai rivali).

Netto il vantaggio nerazzurro anche per quanto riguarda i passaggi complessivi, i passaggi chiave (gap decisamente a favore di Conte) e le percentuali di possesso palla e passaggi completati.

Il pallino del gioco insomma, potrebbe essere più nelle mani degli ospiti che viceversa.

La chiave tattica: uscire dal pressing alto

La sfida tra i due allenatori lo scorso anno è finita con una vittoria per parte e due partite molto combattute vinte solo di misura. Sono in effetti due squadre molto simili sotto certi punti di vista, anche per l’approccio oltre che dal punto di vista tattico.

Dal punto di vista fisico questa Inter sembra avere un certo vantaggio, per cui i duelli aerei e contrasti potrebbero offrire un qualche spunto in più per Conte.

Ma la vera chiave tattica potrebbe essere l’uscita dal pressing alto avversario per delle ripartenze veloci che entrambe le formazioni hanno nel loro DNA.

Da una parte l’Inter dovrà stare attenta soprattutto a non farsi saltare quando la mezzala andrà a pressare il difensore laterale portatore di palla: è in quel momento che Luis Alberto solitamente si abbassa tantissimo offrendo un due contro uno molto vantaggioso, visto che difficilmente sarà spesso seguito così in basso dall’altro centrocampista interista.

E anche lo facesse, si ritroverebbe poi con una zona di campo scoperta per una possibile avanzata dell’altro centrale laziale che potrebbe avere spazio libero davanti o addirittura un possibile cambio campo con molta meno pressione.

costruzione tattica lazio
I movimenti di costruzione della Lazio, con Luis Alberto che si abbassa per creare superiorità numerica

Dall’altra invece, con l’Inter che subisce il pressing laziale, Inzaghi dovrà preoccuparsi di quanto visto anche contro la Fiorentina (che non a caso schierava un 3-5-2 anche se molto diverso in fase di non possesso).

Se Conte infatti, nella prima parte abbassa fino alla linea dei difensori un centrocampista (spesso Brozovic o Barella) per aiutare la ripartenza, superata la metà campo sulle zone laterali offre diverse possibilità utili.

L’attaccante si abbassa verso il portatore di palla che ha così almeno tre possibilità di passaggio: quella laterale con l’esterno o il difensore in sovrapposizione, quella verso l’attaccante (specialmente Lukaku che è bravissimo poi a tenere palla e giocare di sponda) e quella verso il centro se c’è un centrocampista libero (oltre naturalmente all’opzione di darla indietro verso il terzo di difesa libero più arretrato).

Tutte possibilità che potrebbero aprire spazi decisivi per entrare in area, avere superiorità numerica in alcune zone offensive, crossare verso il centro o liberare per il tiro verso la porta.

costruzione tattica inter
I movimenti per l’uscita dal pressing effettuati dall’Inter nelle prime uscite stagionali

Il fattore Hakimi

Tutte e due le squadre hanno mostrato una certa predilezione nell’avviare il gioco verso una fascia in particolare: quella destra per l’Inter, quella sinistra per la Lazio.

Non è un caso che proprio in quella zona di campo si scontreranno probabilmente due degli elementi più attesi e determinanti nelle prime uscite, Marusic e Hakimi.

Il marocchino è stato decisivo nei pochi minuti giocati contro la Fiorentina, e letteralmente trascinatore nella goleada di Benevento. Il conto segna già 1 Gol e 2 Assist, ma è evidente come non solo sia spesso al centro di tutte le manovre offensive, ma risulti anche particolarmente preciso nelle sue scelte, visto che non sembra sbagliare mai un passaggio .

Marusic invece ha subito molto gli esterni dell’Atalanta dalla sua parte, dove Gomez e Hateboer erano avversari veramente ostici (non a caso tre gol in due per loro) e anche in questa occasione si troverà con un giocatore con caratteristiche simili a cui piace molto spingere in avanti e anche inserirsi in area all’occorrenza.

Stats a partitaMARUSICHAKIMI
Minuti180116
Gol01
Assist12
Dribbling vinti1,50,5
Passaggi chiave22
Tiri21,5
Passaggi4333,5
Passaggi completati81,4%91,0%
Cross1,52,5
Duelli aerei vinti0,50

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Marco Fava
Da più di quindici anni si occupa di comunicazione e contenuti online. Voce e volto di ItaliaPokerClub, capo-redattore di "Poker Sportivo" in genere sempre alle prese con tutto quello che è gaming. Negli ultimi tempi si occupa della redazione di un portale sportivo ("Improbabile.it") dedicato ai Daily Fantasy Sport.