analisi tattica roma juventus

Siamo solo alla seconda giornata di Serie A, ma già domenica sera il calendario mette in scena un vero e proprio “big match” all’Olimpico, con la Roma e la Juventus ad affrontarsi in un momento molto delicato e soprattutto dopo il pasticcio Dzeko che ha lasciato molto malumori in casa giallo rossa.

E sono proprio l’attaccante bosniaco e il nuovo arrivato Morata a tenere in scacco le scelte tattiche dei due allenatori. Proviamo ad analizzare meglio questa partita che ha davvero tanti spunti interessanti da approfondire.

Schieramenti tattici

C’è una possibile Roma senza Dzeko (probabile) e una con il bosniaco in campo.

E c’è una Juventus con Morata subito in campo (probabile) e una senza lo spagnolo.

Sono principalmente questi i dubbi che affliggono Fonseca e Pirlo nei giorni prima del match più interessante della seconda giornata di campionato.

Lo schieramento, vista anche la stagione appena iniziata, probabilmente sarà lo stesso mostrato alla prima giornata per entrambe. Una disposizione abbastanza speculare, con un tridente rovesciato di una rispetto all’altra, le due fasce a fare entrambe le fasi e uno dei centrocampisti che si abbassa ad aiutare l’impostazione.

disposizione roma partita tattica
IL 3-4-2-1 PROPOSTO DA FONSECA NELLA PRIMA GIORNATA
TRIDENTE ANCHE PER ANDREA PIRLO CON RAMSEY AD AGIRE TRA LE LINEE

Partiamo dall’allenatore juventino che con tutti i suoi avanti a disposizione, avrà solo l’imbarazzo della scelta.

Nella prima uscita abbiamo visto i bianco neri schierarsi con un 3-4-1-2 (un 3-5-2 adattato) che di certo ha esaltato le caratteristiche di Ramsey sulla trequarti a muoversi tra le linee, e dato il compagno ideale a Ronaldo in avanti visto che Kulusewski si è subito messo a disposizione in tutti i modi possibili, muovendosi anche lui attorno a un CR7 spesso accentrato.

Nella partenza dal basso invece, è sempre Bonucci il vero playmaker, aiutato contro la Samp da un McKennie che si abbassa spesso per dare un’ulteriore possibilità di gioco, mentre questa volta dovrebbe essere il turno di Betancur, cosa che potrebbe dare anche maggiore qualità alla manovra.

I MOVIMENTI OFFENSIVI JUVENTINI. I BRACCETTI DIFENSIVI SI ALLARGANO PER FAVORIRE L’IMPOSTAZIONE AIUTATA DA UN CENTROCAMPISTA.

La Juve ha mostrato poi due impostazioni diverse con e senza palla. Come vediamo dall’immagine sotto, in fase difensiva il terzetto arretrato era abile a scivolare.

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In questo modo il giovane Frabotta poteva mettersi in linea formando una difesa a 4 con Ramsey incaricato di scalare a centrocampo.

In pratica la formazione di Pirlo difendeva con un 4-4-2 abbastanza stretto, andando a fare subito pressione in fase di perdita del pallone o impostazione avversaria.

IN FASE DIFENSIVA IL MODULO SI TRASFORMA IN 4-4-2 CON LE SCALATE DEL TRE QUARTI E DELL’ESTERNO SINISTRO

La Roma messa in scena da Fonseca in quel di Verona invece, era necessariamente diversa da quella che ha visto per una stagione affidare a Dzeko praticamente ogni pallone nella fase offensiva.

Il modulo 3-4-2-1 era pensato soprattutto per uno sviluppo di gioco affidato ai quinti di centrocampo per consentire di allargare il gioco per il trio d’attacco, mentre per vie centrali viceversa erano Pedro, Mkhitaryan e Pellegrini a giocare sempre molto vicini per scambiare nello stretto ed eludere il pressing avversario grazie ai loro piedi educati, fino a trovare il varco giusto.

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Le difficoltà sono arrivate invece proprio nell’ultimo passaggio, affidando il più delle volte all’estro e alla buona vena di Spinazzola (6 dribbling su sette riusciti) la possibilità di trovare il passaggio o il tiro giusto.

A Verona inoltre si è visto un Cristante adattato a centrale formando il terzetto difensivo con Ibanez e Mancini: questo ha migliorato la costruzione dal basso sopratutto in coppia con Diawara che agisce da mediano, permettendo una libertà maggiore a Veretout di provare ad avanza per prendere alle spalle il centrocampo avversario piazzandosi tra le linee.

Questo ha però portato ad una certa sterilità offensiva, per via probabilmente delle caratteristiche dei giocatori presenti e la mancanza di uno stoccatore, o magari di un esterno più propenso al gioco da fondo come Kluivert.

SIMILE COSTRUZIONE PER LA ROMA CON VERETOUT LIBERO DI TROVARE SPAZIO DIETRO IL CENTROCAMPO AVVERSARIO PER INSERIRSI. SENZA DZEKO DAVANTI ATTACCO AFFIDATO A SCAMBI VELOCI PALLA A TERRA

I numeri espressi nella prima giornata

Non basta certo una sola partita in archivio per fare affidamento sui numeri delle due squadre, che però possono già dare alcune indicazioni utili per vedere in che modo affronteranno questa partita.

Il dato certamente più indicativo è il rapporto tra tiri e gol realizzati, che a prescindere dal dato statistico ancora irrilevante, segnala una pericolosa inclinazione della Roma a fare fatica sotto porta.

ROMAJUVENTUS
Gol03
Tiri2120
Tiri in porta48
Tiri concessi815
Dribbling compleati158
Contrasti fatti1217
Contrasti subiti38
Pass. Intercettati816
Falli fatti2015
Falli subiti188
Angoli66
Passaggi totali544752
Duelli aerei vinti57,00%51,00%
Possesso palla56,00%63,00%
Passaggi completati76,00%90,00%

L’assenza di Dzeko e di un qualunque attaccante centrale del resto, aveva già ampiamente fatto suonare qualche campanello d’allarme, per ora ancora irrisolto visto che anche all’Olimpico pare profilarsi un Mkhitaryan come “falso nueve”.

Una Roma che crea diverse occasioni (ben 21 di cui 16 da azione manovrata, più della stessa Juventus) ma che quindi non riesce poi a concretizzarle.

Dall’altra parte la Juventus deve invece probabilmente affinare ancora le chiusure difensive, visto che malgrado l’ampia vittoria ha comunque concesso un po’ troppi tiri alla Sampdoria (15 per l’esattezza).

Resta un possesso palla avvolgente e una precisione nei passaggi che dimostra una certa abilità e concentrazione soprattutto dei suoi elementi chiave del centrocampo (Danilo, McKennie e Rabiot su tutti).

La chiave tattica

Come detto quindi molto dipenderà da come si schiereranno i rispettivi attacchi con la presenza o meno di Morata da una parte e Dzeko dall’altra.

In casa bianco nera ci sono tante possibilità nel caso: il 3-4-1-2 come visto allo Stadium, con Morata (o Kulusewski) e Ronaldo davanti e dietro uno tra Ramsey o Dybala; ricreare il tridente offensivo come quando lo spagnolo era al Real insieme allo stesso CR7 – quindi Morata al centro, Ronaldo che parte sulla sinistra e Dybala o Kulusewski dall’altra parte, contand+o poi sull’intercambiabilità a partita in corso.

tridente morata partita tattica

In ultima opzione anche un 4-4-2 con Morata e Ronaldo coppia d’attacco (Dybala pronto a entrare) e Kulusewski sulla fascia di centrocampo. La prima opzione ci pare quella più probabile al momento, soprattutto perché nella difesa a tre della Roma avere un uomo in mezzo alle linee sarebbe estremamente utile.

Proprio la pressione sulla prima costruzione di gioco giallorossa potrebbe essere una chiave tattica.

La Juve sgrava dai compiti difensivi CR7, ma Kulusevski ha dimostrato di avere gamba per andare in pressione, così come dovrebbe averla Morata appena trovata la condizione.

Ramsey nella posizione di trequarti flotta proprio nella zona di costruzione dove agiranno Cristante, Diawara e Veretout. L’aiuto dei due esterni potrebbe completare l’opera di pressing costringendo la Roma a lanciare lungo, cosa che in assenza di Dzeko diventa praticamente inutile inaridendo il il gioco offensivo della truppa di Fonseca.

Già nella prima giornata la Roma ha dimostrato di soffrire terribilmente il pressing alto del Verona, proprio perché in mancanza di un Dzeko che faceva sempre da punto di riferimento (tornando anche molto indietro per farsi trovare in ripartenza), non era sempre facile uscire dalle maglie degli avversari che andavano a prendere il portatore di palla molto in alto coprendo poi tutte le linee di passaggio.

Cosa che fa, molto bene, anche la stessa Juventus, per cui Fonseca dovrà trovare una contro mossa efficace per riuscire a riprendere il pallino del gioco (che comunque dovrebbe essere per impostazione tattica, più spesso nelle mani dei bianco neri).

Il confronto decisivo

Le due fasce potrebbero essere allora le zone nevralgiche del campo, soprattutto nel lato sinistro dei padroni di casa, dove grazie a Spinazzola si sono sviluppate la maggioranza delle azioni offensive della Roma (il 38% in particolare, contro solo il 25% del lato destro di Karsdorp).

L’avversario di turno sarà però probabilmente l’ostico Cuadrado, nella zona che anche per la Juventus è comunque quella di maggiore azione offensiva (al 37%, questa volta però solo di poco superiore al 35% delle azioni portate avanti sull’altro lato).

SPINAZZOLACUADRADO
Dribbling vinti60
Passaggi chiave43
Tiri30
Passaggi4357
Passaggi completati67,40%96,50%
Cross10
Duelli aerei vinti10
Assist00

Marco Fava
Da più di quindici anni si occupa di comunicazione e contenuti online. Voce e volto di ItaliaPokerClub, capo-redattore di "Poker Sportivo" in genere sempre alle prese con tutto quello che è gaming. Negli ultimi tempi si occupa della redazione di un portale sportivo ("Improbabile.it") dedicato ai Daily Fantasy Sport.