analisi tattica milan roma

Inutile girarci attorno: l’analisi tattica di Milan-Roma non può prescindere dal confronto tra i due alfieri principali dei due schieramenti, vale a dire Zlatan Ibrahimovic e Edin Dzeko.

Certo, ci sono anche altre frecce all’arco di Pioli e Fonseca in vista della gara di Lunedì sera a San Siro, ma tutti gli schemi offensivi ruotano attorno ai due centravanti che sembrano essere i motori, tecnici ed emotivi, delle due squadre.

Centravanti a tutto campo

Parliamo di due giocatori il cui apporto alla squadra sarebbe riduttivo ricondurre solo al numero di gol. Ibra e Dzeko fungono nelle due formazioni come registi avanzati, in grado di iniziare, dare sbocco e nel caso concludere le manovre delle due formazioni.

confronto Ibrahimovic Dzeko

Prendendo in esame due partite di pari difficoltà per entrambi si nota chiaramente come i due entrino spesso nel vivo del gioco per orchestrare la manovra offensiva.

Le heatmap a confronto evidenziano la discesa a centrocampo dei due centravanti che quindi non si può certo dire che siano statici, nonostante stazza ed età possano suggerire il contrario.

La differenza la fa il peso offensivo sull’economia della squadra, dettata anche dalla diversa caratura dei compagni di reparto.

Quasi tutte le trame offensive del Milan passano da Ibra, con tre compagni a supporto (solitamente Calhanoglu, Rebic e uno tra Castillejo e Saelemeakers) pronti a sfruttare gli spazi creati dallo svedese. Una volta trovata la breccia nella difesa avversaria grazie al lavoro di Ibra, i tre possono concludere o rifinire di nuovo per il numero 11 rossonero.

Nella Roma questo tipo di gioco viene svolto nella stessa maniera ma con una suddivisione più equa dei movimenti: nelle azioni di attacco a turno si abbassa uno dei componenti del tridente, con il compito di fare da guastatore e disordinare la difesa avversaria.

Spesso tocca Dzeko, ma non è raro che anche Mkhitaryan e Pedrito si abbassino a ricevere palla sulla trequarti per scompigliare le linee avversarie: anzi quando lo fanno, i due viaggiano spesso in coppia per provare fraseggi sullo stretto grazie alla loro qualità nel palleggio.

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In quel caso Dzeko si pone come vertice di una sorta di “albero di natale”, mentre quando è lui ad abbassarsi funge praticamente da trequartista.

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Tonali potrebbe essere la chiave

Proprio questo movimento dell’attacco giallorosso costringerà presumibilmente il centrocampo milanista ad un super lavoro per sporcare le giocate degli avanti romanisti.

In questo senso saranno importanti le prestazioni di Kessiè e soprattutto Calhanoglu che dovrà abbassarsi spesso, per interdire le azioni di attacco avversarie, ma anche per ribaltare velocemente l’azione. Rispetto alla Roma infatti, il Milan si è dimostrato più diretto nelle azioni di attacco: il gol del 2-0 contro l’Inter è arrivato proprio da una situazione di transizione, con il lancio veloce su Leao che superato D’Ambrosio nell’1vs1 ha poi scodellato per Ibra.

La qualità di Calhanoglu sarà quindi fondamentale, proprio per fungere da fionda sui due esterni che dovranno puntare il diretto avversario per poi suggerire la giocata da finalizzare.

Il turco però è in forte dubbio e quindi quale giocatore potrebbe fare questo lavoro galleggiando sulla tre quarti rossonera?

Il cambio naturale sarebbe Brahim Diaz, ma le statistiche dicono che anche provare una sorta di centrocampo a 3 con Tonali più avanzato rispetto a Kessiè e Bennacer potrebbe dare soddisfazioni maggiori a Pioli contro lo schieramento tattico romanista.

Il confronto tra Tonali e Diaz

A suffragio della candidatura di Tonali c’è da considerare anche la particolare forma di Veretout, che sta diventando sempre più centrale nel progetto tattico di Fonseca, e che specie nelle transizioni d’attacco rapide ha dimostrato di essere incisivo: nella gara contro la Juventus ad esempio la leggerezza del centrocampo bianconero ha esposto troppo spesso la difesa agli attacchi del francese di Fonseca, abile nella conduzione palla al piede e ottimo nel dispensare assist.

Sorpresa sulle fasce

Per tipologia di giocatore si è portati a pensare che la fascia sinistra delle due squadre sia nevralgica, sia per le transizioni di attacco che di quelle di difesa.

Theo Hernandez e Spinazzola sono due tra i migliori esterni mancini del torneo, ma andando ad analizzare i dati scopriamo che l’attacco della Roma passa principalmente dal lato sinistro mentre quello del Milan no, un po’ a sorpresa.

fasce attacco milan
La distribuzione dei tocchi offensivi del Milan
fasce attacco Roma
La distribuzione dei tocchi offensivi della Roma

Per i giallorossi questo è dovuto probabilmente al fatto che la fascia destra non ha ancora un padrone, con un Bruno Peres che non da garanzie sufficienti al pari di Karsdorp. Per il Milan, la presenza di Ibra è allo stesso tempo catalizzante e confortante, con i compagni che tendono ad appoggiarsi molto su di lui.

Il mismatch è quindi evidente, e se la Roma attaccherà da sinistra potrebbe trovare più spazi di quanto si possa lecitamente credere: per questo motivo Pioli potrebbe optare per tenere Saelemaekers alto a destra in luogo di un più offensivo Castillejo, per contrare la naturale predisposizione all’attacco di Spinazzola.

Al contempo il Milan potrebbe sfruttare il mismatch qualitativo su quella fascia e se Hernandez riuscirà ad essere più incisivo davanti, le difficoltà della difesa giallorossa potrebbero essere evidenti.

Matteo Mancin
Pigiatore di tastiere per professione, lo fa soprattutto per scrivere di palloni e palline. Quindi di sport. Conta le stagioni calcistiche in prima e dopo Ronaldo Luís Nazário de Lima e quelle del basket in prima e dopo Manu Ginobili.