perugia 78 79

La storia calcio italiano, dalla notte dei tempi, è fatta – oltre che di risultati – di imprese e record storici.

Come quello della Juventus, fresca vincitrice del nono scudetto consecutivo; come l’Inter ‘88/’89, autrice del maggior numero di vittorie nei campionati a 18 squadre, o come il Milan dei primi anni ’90, imbattuto per 58 partite consecutive.

Ma c’è un altro record, un’altra squadra che per prima ha infilato un clamoroso primato: parliamo del Perugia di Ilario Castagner che nel 1978-1979 riuscì a disputare un intero campionato senza sconfitte, come mai prima nel calcio italiano. Anche se non fu sufficiente per vincere lo scudetto.

Andiamo a ripercorrere la straordinaria cavalcata del “Grifone”.

Il Perugia anni ‘70

Fu Franco D’Attoma, imprenditore nel settore dell’abbigliamento sportivo, a prendere in mano un Perugia in pessime condizioni finanziarie nel 1974. La sua ricetta era tanto semplice quanto funzionale: dopo aver risanato le casse della società, infatti, decide di affidarsi a un team ambizioso.

Colloca infatti ai vertici della società Silvano Ramaccioni (futuro general manager del Milan), con quest’ultimo che suggerisce un allenatore giovanissimo ma di grandi prospettive: Ilario Castagner.

Insieme, i tre costruiscono una squadra giovane e motivata, guidata (tra gli altri) da Pierluigi Frosio e Renato Curi. Arrivano a Perugia Agroppi, Novellino e Bagni, che contribuiscono prima alla salvezza del 1975, poi all’ottavo posto del 1976 e il duplice sesto del 1977 e 1978.

Un gruppo, quello del Perugia, che sembra in crescita e che si cementa ancor di più dal pomeriggio del 30 ottobre 1977. In quel nefasto pomeriggio di pioggia battente il Grifone perde per sempre una delle sue colonne portanti, vale a dire Renato Curi, motorino del centrocampo che durante una partita di campionato contro la Juve viene stroncato da un infarto ad appena 24 anni.

Lo stadio teatro della tragedia, fino a quel momento conosciuto come “Comunale di Pian di Massiano”, porterà per sempre il suo nome, e sarà così che anche Curi riuscirà in qualche maniera a prendere parte alla stagione degli invincibili di Castagner.

L’estate 1978

L’estate del 1978, oltre che per il quarto posto azzurro in Argentina, è ricordata dai tifosi italiani come la prima che vede la Serie A completamente senza stranieri. Dopo il blocco post-mondiale 1966, infatti, gli ultimi stranieri rimasti nella massima serie o si erano ritirati o erano stati ceduti proprio in quella stagione, preannunciando un campionato di soli italiani.

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A contendere il campionato alla Juve di Trapattoni, campione d’Italia in carica, la Roma di Giagnoni (che acquisisce il promettente Pruzzo), il Milan di Liedholm, con gli acquisti di Novellino, Chiodi e De Vecchi, l’Inter di Bersellini , che compra Beccalossi, Serena e Pasinato.

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Si muovono bene sul mercato anche la Lanerossi Vicenza, che riscatta clamorosamente Paolo Rossi dalla Juventus, e il Torino di Radice, che si assicura Onofri e Iorio.

Desta grande curiosità il già citato Perugia, che dopo alcuni campionati conclusi nella metà di sinistra della classifica, ha grande ambizioni con gli acquisti di Della Martira, Butti e Casarsa.

Il campionato 1978-1979

Dopo un inizio di campionato piuttosto equilibrato, è il Milan di Liedholm a prendere il largo già ad ottobre, approfittando dell’incostante rendimento di Juventus, Torino, Inter, Vicenza e delle romane.

Il principale antagonista dei rossoneri, a sorpresa ma non troppo, è proprio il Perugia di Castagner, che esprime un gioco straordinario basato sul calcio totale dell’Ajax di quegli anni.

Il grifone, infatti, propone un 4-2-3-1 che esalta  le doti della mezzala Vannini e delle due ali Bagni e Speggiorin. Davanti Casarsa funge, più che da attaccante centrale, quasi da precursore della modalità “falso nueve” oggi tanto di moda, per aiutare i centrocampisti negli inserimenti e contribuire al fraseggio.

Questa configurazione permette al Perugia di concludere il girone di andata al secondo posto, dopo aver collezionato 7 vittorie e 8 pareggi, a -3 dal Milan.

I ragazzi di Castagner continuano a non perdere mai, così a sei giornate dalla fine lo scudetto sembra cosa davvero possibile: il Milan capolista si presenta infatti in Umbria con due punti di vantaggio, e l’aggancio appare fattibile. Senza Frosio e Vannini infortunati, però, finisce 1-1 , esattamente com’era finita a San Siro all’andata.

I rossoneri, così, possono viaggiare indisturbati verso lo scudetto finale, col Perugia che termina al secondo posto a tre punti di distanza, siglando però il record di prima squadra italiana della storia del calcio a terminare il campionato senza alcuna sconfitta: il bottino di Castagner, infatti, è di 11 vittorie e 19 pareggi, con 34 reti segnate e 16 subite.

Epilogo

L’arrivo di Paolo Rossi nella stagione successiva sembra poter fare da preludio ad una stagione di vertice, ma in realtà, dopo l’eliminazione Uefa nel secondo turno, il Perugia perde l’imbattibilità alla settima giornata contro il Torino e disputa un campionato senza infamia né lode, che termina al decimo posto, ben distante dai fasti del precedente.

Inoltre, a mettere la parola “fine” al miracolo Perugia, arriva lo scandalo calcio scommesse, che fa partire gli umbri a -5 nel 1980/1981, che farà da preludio ad una inevitabile retrocessione.

Ma quanto fatto nel 1978/1979 resta incancellabile: una entusiasmante qualificazione in Coppa Uefa al termine di un secondo posto in campionato, concluso senza alcuna sconfitta, resterà scolpito negli annali del nostro calcio.

La formazione dell’imbattibile Perugia 1978/1979

L’undici tipo del Perugia che non perse nessuna partita nel campionato 78/79

Nei bar di Perugia, l’undici di Castagner resta ancor oggi indelebile nella memoria dei tifosi più attempati, esposto come poster e foto ricordo e decantato tipo una filastrocca:

Malizia, Nappi, Ceccarini, Frosio, Della Martira, Dal Fiume, Bagni, Butti, Casarsa, Vannini, Speggiorin. All. Castagner

Una formazione davvero imbattibile.

Riccardo Moro
Editorialista, copywriter, appassionato di comunicazione, sport e giochi. Da sempre racconta storie di calcio, motori e gambling.