scudetti ultima giornata

Vincere un campionato all’ultima giornata, nel calcio (ma più in generale in tutti gli sport), può avere ripercussioni entusiastiche o estremamente deludenti nel cuore dei tifosi.

Dipende, ovviamente, da che parte ci si trova: se da quella del trionfo o quella della beffa.

Nel bene e nel male, nella nostra Serie A, è stata la Juventus ad essere protagonista, nel bene e nel male, di finali al fotofinish.

Andiamo a ripercorrere i finali di campionato vietati ai deboli di cuore.

#1 Campionato 1966/1967

Gli anni ’60, nel calcio italiano, hanno un comune denominatore: quello della Grande Inter di Herrera, che anche nella stagione ‘66/’67 occupa stabilmente una posizione di vertice.

Tuttavia, i nerazzurri, impegnati su tre fronti (Coppa Campioni, a cui arrivano alla finale col Celtic, Coppa Italia e Campionato), arrivano un po’ in affanno all’ultima giornata di campionato.

La classifica recita Inter 48, Juventus 47. Nell’ultima domenica di gioco, la Juve ospita la pericolante Lazio, che, una volta battuta 2-1 a Torino, retrocede in Serie B; l’Inter, invece, è attesa sul campo del Mantova. Uno dei simboli di quella formazione imbattibile, Sarti, commette un errore sul cross dell’ex Di Giacomo; il Mantova segna l’1-0, i nerazzurri non riescono a rimontare e la Juve vince il suo tredicesimo scudetto.

#2 Campionato 1972/1973

Il campionato – cosa abbastanza insolita – è conteso fino all’ultima giornata da tre squadre: dal Milan di Rivera, la Lazio di Chinaglia e la Juve di Altafini. Il Milan sembrava poter vincere largamente, ma nelle ultime giornate la situazione si riequilibra, con alla penultima giornata la classifica che recita: Milan 44, Juve e Lazio 43.

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Gli ultimi 90 minuti vedono la Lazio che va a Napoli, partita in cui i partenopei vincono 1-0; la Juventus gioca all’Olimpico con la Roma, partita in cui Altafini e Cuccureddu siglano i gol che vedono prevalere i bianconeri. Il Milan capolista, invece, va a Verona: in una partita dalle mille emozioni, gli scaligeri vincono 5-3, porgendo lo scudetto alla Juventus e coniando il detto della “Fatal Verona” per i colori rossoneri.

#3 Campionato 1981/1982

A poche settimane dal Mundial spagnolo, la Serie A è contesa dalla Juventus di Zoff, Scirea e Rossi e dalla Fiorentina di Graziani e Antognoni. A 90 minuti dalla fine, piemontesi e toscani condividono la prima posizione a quota 44, e per entrambe l’ultima gara è in trasferta: a Catanzaro per la Juve,a Cagliari per i viola.

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I gigliati non riescono ad avere la meglio dei sardi al Sant’Elia, immischiati nella lotta per non retrocedere; è invece Brady, su calcio di rigore, a consegnare i due punti decisivi alla Juve, che significano, di nuovo, scudetto al fotofinish.

#4 Finale di campionato 1999/2000

Con la nostra timeline, ci avviciniamo sempre più ai giorni nostri.

Il campionato 1999/2000 è caratterizzato da una fuga, in classifica, della Juventus di Zidane e Del Piero, che pare avviarsi verso l’ennesimo comodo scudetto. La Lazio di Cragnotti, unica vera possibile antagonista, si presenta a Torino alla giornata 28 a -6 punti: una vittoria Juve vorrebbe dire scudetto, di fatto.

Ma la zuccata di Simeone riapre i giochi, a si arriva all’ultima giornata (tra mille polemiche generate da un gol regolare di Cannavaro annullato a Torino) con Juve a 71 e Lazio a 69.

I capitolini vincono agevolmente 3-0 sulla Reggina all’Olimpico; la Juve, impegnata a Perugia, vive un pomeriggio drammatico, con un nubifragio che obbliga Collina a sospendere la gara. Tra diatribe infinite, dopo un’ora e un quarto il fischietto di Viareggio decide di riprendere la gara, Calori perfora Van Der Sar e lo scudetto va ai biancocelesti.

#5 Campionato 2001/2002

L’Inter di Ronaldo e Vieri sembra essere la protagonista della stagione, ma arriva al rush finale col fiato corto, incalzata dalla Juve di Lippi che non molla e dalla Roma di Capello. Prima dell’ultima giornata (di un campionato comunque non esente da polemiche e da episodi piuttosto discutibili), la classifica recita Inter 69, Juve 68 e Roma 67.

La Roma passa a Torino con i granata, la Juve vince tranquillamente a Udine (con i friulani già salvi), ma il dramma sportivo si consuma a Roma, con i nerazzurri di Cuper che si suicidano a causa dello slovacco Gresko, che ne combina di tutti i colori e consegna il tricolore ai bianconeri.

Se si esclude il campionato 1999/2000, verrebbe da dire che le parole di Carletto Mazzone, uno che conosce bene la nostra Serie A, siano sempre state profetiche, dal momento che in una celebre intervista di molti anni fa disse che “La Juve è come Cipollini… in volata, le vince tutte!

Riccardo Moro
Editorialista, copywriter, appassionato di comunicazione, sport e giochi. Da sempre racconta storie di calcio, motori e gambling.