presentazione inter bologna

Per Inter e Bologna è stato un inizio di campionato altalenante, e la sfida del Meazza di sabato sera valevole per la 7ªgiornata di Super6 e 10ªdi Serie A deve dare risposte ad entrambe le compagini sul tipo di torneo che possono svolgere di qui in avanti.

Bologna corsaro

I ragazzi di Mihajlovic possono centrare la terza vittoria consecutiva mettendosi comodi nel centro classifica che tutti riconoscono essere l’obiettivo stagionale dei felsinei.

Finalmente nella gara interna contro il Crotone la porta di Skorupski è rimasta inviolata, evento che non accadeva da 40 partite: stava per essere battuto un poco invidiabile record appartenuto al Bordeaux anni 60′ che venne bucato per 42 gare consecutive. Mihajlovic ha sottolineato soprattutto questo nel dopo partita, assieme alla solita stoccata riservata a Moussa Barrow, colpevole secondo il tecnico serbo di non essere al massimo della forma.

In questo contesto altalenante il Bologna è comunque in linea di galleggiamento rispetto ai piani di inizio stagione con 12 punti in classifica e ancora nessun pareggio, segno di una squadra che prova sempre e comunque a vincere le gare senza lasciare spazio a troppi calcoli.

La tendenza esterna poi, è in netto miglioramento come certificato dalla vittoria contro la Samp a Genova. All’orizzonte la trasferta di Milano che per i rossoblu è recentemente meta conquista: negli ultimi due anni le gare nella Milano nerazzurra hanno sempre riservato soddisfazioni con 6 punti raccolti frutto di due vittorie: 0-1 nel 18/19 col gol di Santender e 1-2 la scorsa estate con Jallow e il criticato Barrow a firmare la rimonta che costerà carissima a conti fatti per i nerazzurri.

Insomma una gara indecifrabile e dove Mihajlovic vorrà sicuramente far valere la regola del “non c’è 2 senza 3”.

Inter alla ricerca della continuità

La sponda nerazzurra di Milano vive tra alti e bassi, e mettere la terza vittoria consecutiva farebbe morale e classifica.

Davvero indecifrabile l’Inter: sconcertante per 60 minuti contro il Torino e per 90 contro il Real Madrid, padrona del campo a Reggio Emilia contro il Sassuolo grande sorpresa di questo inizio di campionato. Non si riesce ancora a capire quale sia il vero volto della squadra di Conte.

Nonostante i balbettii di gioco l’Inter è comunque seconda in classifica anche se con 5 punti di ritardo dal Milan. La vittoria interna contro il Bologna servirà per mettere pressione sui cugini, anche se nel mezzo c’è la gara decisiva in Champions contro il Borussia Moenchengladbach che assorbirà gran parte delle energie fisiche e mentali della truppa di Conte.

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Anche per i nerazzurri l’ultima gara ha portato in dote un “clean sheet” molto atteso, per una difesa che ha incassato la bellezza di 13 reti in 9 giornate di campionato: è sotto questo punto di vista che Conte vorrà vedere la continuità di rendimento, perché trovare un equilibrio potrebbe essere fondamentale per riprendere la marcia di avvicinamento al Milan che altrimenti rischia di scappare.

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Come detto però c’è da sfatare il tabù chiamato Bologna, che non viene battuto a San Siro dal Febbraio 2018, quando servirono i gol di Eder e Karamoh per piegare la resistenza rossoblu: solo a leggere i nomi dei marcatori nerazzurri sembra passato un secolo.

Cosa aspettarsi tatticamente

Analizzando tatticamente le due squadre possiamo sicuramente dare per certo un dato su tutti: il pallone ce l’avrà quasi sempre l’Inter.

Il Bologna è una formazione che non ama avere il pallone tra i piedi e che tende a verticalizzare con velocità: occhio quindi a questo tipo di considerazione, perché la difesa in transizione è stato un grosso problema difensivo per l’Inter in questo inizio di stagione, con giocatori spesso in difficoltà nel ripiegamento rapido.

In questo senso la bravura e la sapienza tattica di Palacio saranno decisive: “el Trenza” è un giocatore eccezionale ancora oggi per capacità di trovare i tempi di gioco, difendendo palla e facendo salire la squadra favorendo gli inserimenti di centrocampisti a rimorchio o dei partener d’attacco. Servirà un Barrow più brillante per trovare gli strappi in grado di allungare la difesa nerazzurra e creare quello spazio in cui Soriano dovrebbe trovarsi a suo agio e in grado di fare male come avvenuto in queste prime giornate di campionato.

Per ovviare a questo tema tattico Conte si affiderà senz’altro in mezzo al dinamismo di Barella, sperando di poter recuperare anche Brozovic che si è sempre dimostrato un più che discreto maratoneta.

È innegabile però che la chiave tattica dell’Inter risiede sulla tre quarti offensiva: Vidal deve cambiare passo e dimostrare di poter essere quell’uomo in più sia in fase offensiva che difensiva, altrimenti l’opzione potrebbe essere quella di un centrocampo con Brozovic centrale a afre il regista e Gagliardini e Barella sui lati a sfiancare il Bologna con le loro corse e i loro inserimenti.

La difesa del Bologna dovrà poi essere in grado di reggere l’urto contro il duo Lukaku-Lautaro: in un contesto in cui probabilmente la linea difensiva felsinea si troverà a difendere bassa, in situazione di copertura posizionale, è molto probabile che il tema tattico nerazzurro si poggerà principalmente sulle larghe spalle di Lukaku, usato spesso come un vero e proprio pivot cestistico.

Toccherà probabilmente a Danilo provare a contenere il belga lasciando al più veloce Tomyasu il compito di limitare Lautaro: si crea evidentemente un mis-match in grado di muovere pedine fino a creare spazi invitanti.

Quello che quasi sicuramente non farà il Bologna sarà cercare la costruzione bassa fin dal portiere: l’Inter ha dimostrato proprio contro il Sassuolo di essere abile nel portare il primo pressing sulla tre quarti avversaria (il primo gol di Reggio Emilia nasce proprio così) e Mihajlovic non vorrà presumibilmente rischiare anche perché non sembra avere grandi palleggiatori nella sua linea difensiva.

La soluzione, che potrebbe essere l’arretramento di Soriano in fase di inizio possesso, sarebbe comunque deficitaria in termini di rapporto tra rischi e benefici: se Soriano deve aiutare a superare la prima pressione, anche nel caso di superamento della linea nerazzurra e di transizione nello spazio verrebbe a mancare proprio lui per la finalizzazione.

Tutto sembra quindi portarci ad una partita con dominio territoriale nerazzurro e veloci puntante del Bologna in contropiede: al campo l’ardua sentenza su quale sarà l’impostazione migliore.

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Matteo Mancin
Pigiatore di tastiere per professione, lo fa soprattutto per scrivere di palloni e palline. Quindi di sport. Conta le stagioni calcistiche in prima e dopo Ronaldo Luís Nazário de Lima e quelle del basket in prima e dopo Manu Ginobili.