presentazione inter Juventus

Il posticipo di domenica 17 gennaio tra Inter e Juventus sarà il piatto forte del 15° turno di Super 6 e della penultima di andata di serie A.

Una partita la cui importanza si illustra da sola e la più grande classica della nostra serie A per numero di precedenti.

Una partita carica di storia

Sono ben 87 le sfide sul campo del Meazza da quando la serie A è a girone unico e sebbene nel computo totale sia l’Inter a prevalere, gli ultimi anni hanno detto Juve nella maggioranza dei casi.

Da quando i bianconeri sono tornati in A sono riusciti a mettere assieme ben 6 vittorie su 13 gare contro le appena 3 dei nerazzurri nello stesso periodo. Un trend che spesso ha voluto dire scudetto per i bianconeri, come per la supersfida del 2018 che ha di fatto consegnato il titolo alla Juve all’epoca impegnata in un serrato testa a testa contro il Napoli.

Padroni di casa che invece non vincono dal 2016 quando all’epoca sulla panchina nerazzurra sedeva addirittura Frank De Boer, e sembra davvero passato un secolo.

A parte rivalità e polemiche mai sopite (qualcuno ha detto 1998?) la gara ha un’importanza fondamentale per la classifica odierna con le due squadre impegnate nella rincorsa alla lepre rossonera.

Lo stato di forma attuale sembra dire Juve, con i bianconeri che hanno rosicchiato 5 punti all’Inter in 4 giorni visto il solo punto racimolato dalla truppa di Conte in due gare.

Ma fermarsi ai soli due ultimi risultati sarebbe superficiale, infatti le prestazioni delle due squadre danno comunque degli indizi su cosa potremmo aspettarci per il super big match di domenica.

Miglior attacco contro miglior difesa

Anzitutto è bene sottolineare come domenica si sfideranno il miglior attacco della Serie A – quello dell’Inter con 40 gol all’attivo – e la miglior difesa, quella della Juventus a pari merito con Napoli e Verona con appena 16 reti concesse.

Ma non parliamo tanto di impostazioni diverse nel modo di giocare quanto di equilibri diversi nell’affrontare la fase difensiva e nel portare attacchi.

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In particolare il dato della Juventus è abbastanza sorprendente, perché si tende a sottolineare spesso alcune disattenzioni della difesa bianconera ma le critiche non sono supportate dai numeri.

Eppure in qualche frangente, come contro il Sassuolo, qualche leggerezza ha portato gli avversari a farsi vivi dalle parti di Sczesny con efficacia: sicuramente ha pesato l’assenza di De Ligt (da valutare la sua presenza contro l’Inter) e la scarsa aggressività del centrocampo, che in alcune occasione si appiattisce troppo.

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Quest’ultima è una lacuna largamente evidenziata dall’Inter nella trasferta di Roma, con la formazione nerazzurra fin troppo piatta nell’ultimo quarto d’ora di partita.

La squadra di Conte ha palesato una volta di più l’impossibilità di trovare un equilibrio durante tutti i 90 minuti: alterna infatti porzioni di partita assolutamente dominanti ad altre in cui viene schiacciata dalla squadra avversaria. Sembra quasi che l’Inter non riesca mai ad andare in controllo, ma riesca solo a giocare in modalità emergenziale che sia in recupero o in difesa del vantaggio.

E quando difende il vantaggio si chiude troppo a ridosso di Handanovic, permettendo il recupero della squadra avversaria.

Di contro la truppa di Conte quando si trova a rimontare riesce ad avere un impatto che nessuna formazione di Serie A può vantare: non è un caso che i nerazzurri siano i più abili ribaltatori di match, che grazie alla forza fisica e alla velocità riescono a volgere al loro favore con frazioni di partita eseguiti a ritmi forsennati.

La Juve da questo punto di vista è più ragionata e continua nel corso dei 90 minuti ed in generale è una formazione che possiamo definire più lineare nell’impostazione.

Come giocano le due squadre

Cercando di non addentrarci troppo nei duelli individuali, che potrebbero essere stravolti dalla disponibilità di alcuni giocatori e dal turno di Coppa Italia nel mezzo, vediamo di capire alcuni punti fermi del gioco delle due squadre.

Anzitutto la costruzione dal basso, vero punto in comune delle due formazioni: il centrale di centrocampo nel momento dell’inizio dell’azione si abbassa andando a formare quasi una difesa a 4, con un compito svolto da Brozovic nell’Inter e da Bentancur o Arthur nella Juve.

Uno dei terzi di difesa poi si avventura in posizione più avanzata per rompere le linee avversarie: nell’Inter questo accade con la conduzione palla al piede di Skriniar, che ricorda Lucio in alcune sue scorribande, mentre Bastoni è maggiormente portato al lancio lungo.

La Juventus alza spesso la posizione di Danilo e in quel caso Frabotta si tiene più basso andando a fare il il quarto di difesa per coprire lo spazio nella marcatura preventiva: il brasiliano sta vivendo una stagione eccezionale, e il gol con il Sassuolo arriva proprio da questo movimento in fase d’attacco, con una palla respinta corta dalla difesa raccolta proprio da Danilo in posizione di mezz’ala. La qualità del brasiliano fa poi il resto, rendendolo particolarmente pericoloso nel quarto offensivo.

Attacchi differenti

Dove si differenziano molto le due squadre è nel modo di portare l’attacco.

L’Inter inizia la sua trama sull’esterno per poi provare l’imbucata sfruttando la fisicità di Lukaku e la sua perfetta intesa con Lautaro: in alternativa ci si appoggia su Hakimi, che deve puntare l’avversario o concludere in situazione dinamica arrivando da dietro.

Le due punte rimangono fisse nella zona centrale ed i loro movimenti sono complementari, con Lukaku che viene spesso verso la tre quarti e Lautaro che gli scappa alle spalle.

La Juve invece, soprattutto nelle ultime uscite, ha mostrato qualcosa di diverso: Pirlo ha iniziato ad utilizzare Ramsey come falso nove, ed in fase di attacco le due punte si allargano molto andando ad affiancarsi agli esterni: questo modo di attaccare è cercato per allargare il campo e costringere l’avversario perdere le distanze se non vuole lasciare il 2 contro 1 sulle corsie laterali.

Bisognerà vedere se con il recupero di Morata, Pirlo manterrà questa impostazione che ha creato qualche leggero problema a CR7 meno incisivo sottoporta senza il compagno di epoca madrilista.

Sicuramente l’aggressione in fase d’attacco delle corsie esterne potrebbe essere la chiave per mettere in difficoltà l’Inter: saranno fondamentali gli interni di centrocampo e l’aiuto in fase di non possesso di Brozovic per tamponare questa emergenza laterale in modo da lasciare il pacchetto arretrato il più compatto possibile.

Dietro la Juve dovrà invece dimostrare maggiore aggressività: l’imbucata centrale con cui ha subito gol contro il Sassuolo è proprio uno dei must dell’attacco interista con gli spazi aperti da Lukaku per il gemello Lautaro.

Ci aspettiamo quindi una partita sicuramente con gol e con fasi di dominio alterno tra le due formazioni.

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Matteo Mancin
Pigiatore di tastiere per professione, lo fa soprattutto per scrivere di palloni e palline. Quindi di sport. Conta le stagioni calcistiche in prima e dopo Ronaldo Luís Nazário de Lima e quelle del basket in prima e dopo Manu Ginobili.